Vetralla – E’ finito a processo per aver aggredito e riempito di botte la moglie. Ma in aula il fratello lo difende: “Era lei a picchiare lui. E quando litigavano lei lo riempiva di parolacce e lui, in silenzio, soccombeva”.
Lo ha raccontato ieri, in tribunale, il fratello dell’imputato: un romeno residente a Vetralla, finito a processo per maltrattamenti. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe più volte aggredito la moglie con botte e minacce. Non l’avrebbero calmato neppure i momenti di festa, come il Capodanno 2012 e un battesimo. Ma l’episodio che ha fatto scattare la denuncia e finire l’uomo a processo risale al 4 maggio 2015: intorno alle 5 di mattina, l’intervento della polizia locale per una violenta lite in famiglia.
A inizio 2017, in aula, il racconto di un’amica della vittima. “A Capodanno 2012 ho assistito a una scenata di gelosia, in cui lui dal nervoso ha spaccato un bicchiere e ha riempito di offese e parolacce la moglie – ha spiegato al giudice Rita Cialoni -. L’ha minacciata di morte, le ha detto di essere una puttana. Alla fine l’ho dovuto allontanare con un amico. Ma questo non è stato l’unico episodio. Da tempo, la mia amica mi raccontava di botte e ingiurie da parte del marito”.
In quell’udienza è stato ascoltato anche il fratello della vittima. Ha parlato di “continui maltrattamenti, soprattutto quando era ubriaco. Strillava, faceva scenate di gelosia anche durante le feste. Come quella volta che l’ha aggredita durante un battesimo. Per fortuna sono riuscito a fermarlo in tempo, sennò l’avrebbe picchiata e ammazzata. Spesso, a notte fonda, mia sorella è corsa a casa mia con il bambino in braccio perché lui la minacciava. Piangeva, piangeva in continuazione”.
Ma ieri, in aula, il fratello dell’imputato lo ha difeso. “Era lei a picchiare lui – ha detto al giudice -. Lei era sempre fuori casa, mentre mio fratello badava al bambino. E per questo litigavano. E quando litigavano lei lo riempiva di parolacce e lui, in silenzio, soccombeva”.
A inizio 2018 la prossima udienza, con la sentenza del giudice.
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