Viterbo – “Un bando ad hoc per il favorito”. Al centro la gara d’appalto per la gestione del sito del Comune di Viterbo del dicembre 2009.
Un appalto pilotato fin dall’inizio, secondo l’accusa, che ieri ha chiesto che venissero condannati a un anno ciascuno e 500 euro i multa i tre imputati al processo per turbativa d’asta in concorso che ne è scaturito.
Alla sbarra sono finiti il dirigente comunale Alfredo Fioramanti, l’impiegata Tiziana Fracassini e l’imprenditore del settore informatico Luciano Lattanzi, presunto favorito.
Secondo la pm la turbativa è provata da una conversazione intercettata tra l’allora vicesindaco Marcello Meroi e Fioramanti: “Si capisce che le clausole sono state messe apposta per far vincere Lattanzi, i requisiti richiesti erano dei requisiti che solo Lattanzi poteva avere”.
Un grande equivoco per i difensori Giovanni Labate, Remigio Sicilia e Giorgio Puri, che hanno chiesto l’assoluzione dei propri assistiti.
Al centro dell’inchiesta, targata 2009, la gara d’appalto per l’affidamento dei servizi telematici nel biennio 2010-2011. Il trucco sarebbe consistito nel chiedere alle ditte invitate una fantomatica certificazione, che nessuno avrebbe avuto perché, secondo l’accusa, non esiste.
La sentenza fra una settimana.
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