Viterbo – Toghe dei penalisti nuovamente al chiodo questo martedì. Un solo giorno di astensione, dopo gli scioperi dei mesi scorsi legati all’approvazione della riforma del codice penale e di procedura.
Con delibera del 4 luglio la giunta dell’Unione delle camere penali ha proclamato per il 18 luglio un nuovo sciopero dei penalisti per protestare contro il disegno di legge del codice antimafia e delle norme sulla “confisca allargata”, attualmente all’esame del Senato.
“Il ricorso allo strumento eccezionale della prevenzione – denuncia l’Ucpi – costituisce, nel panorama europeo, una anomalia tutta italiana”. La riforma, anziché ridimensionare il ricorso allo strumento della prevenzione secondo quanto indicato anche dalla Cedu, mira ad estenderne l’applicazione a “fattispecie di reato caratterizzanti contesti criminali fra loro eterogenei e totalmente differenti da quelli che, eccezionalmente, avevano giustificato il ricorso alle suddette misure personali e patrimoniali”.
Le Camere Penali segnalano inoltre la necessità di “riportare urgentemente la materia della prevenzione e delle ablazioni del patrimonio nell’area di operatività dei principi del giusto processo, della legalità e della presunzione di innocenza”.
La riforma in corso, frutto dell’”ennesima spinta del populismo penale”, oltre a non portare frutti sul piano della lotta alla criminalità dei “colletti bianchi”, “certamente contribuirà ad abbassare in maniera consistente lo standard delle garanzie ed a collocare l’Italia al di fuori dei parametri indicati dalla giurisprudenza Cedu”.
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