Viterbo – Comprarono una serie di bond argentini nel ’98 e nel 2006 ne chiesero il rimborso. Il tribunale di Viterbo, allora, condannò la banca (trascinata a processo dalla coppia di coniugi viterbesi) a rimborsare oltre 72mila euro. Ma la Corte d’appello prima e la Cassazione poi, hanno ribaltato tutto: sono marito e moglie a dover risarcire la banca.
Nel 2006, davanti al tribunale di Viterbo, una coppia viterbese trascinò a giudizio una banca affinché gli venissero rimborsati, più interessi, oltre 72mila e 300 euro in conseguenza del contratto di acquisto di obbligazioni argentine stipulato nel ’98.
Il tribunale di Viterbo, al termine del processo, condannò la banca al pagamento di questi 72mila e 300 euro, oltre agli interessi dalla data dell’investimento. La sentenza è stata impugnata dalla banca, e nel 2013 la Corte d’appello ha accolto il ricorso.
Contro quest’ultima decisione ha proposto ricorso per Cassazione la coppia di coniugi, affidandosi a sei motivi. Ma la suprema corte li ha dichiarati inammissibili, condannando moglie e marito a risarcire la banca con 5mila e 400 euro.
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