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Tribunale - Sanità - Udienza straordinaria, nonostante la pausa estiva, per il caso di Rosanna Rocchi

Malattia troppa rara per il Lazio, giudice invita Asl a trovare soluzione

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

Rosanna Rocchi

Rosanna Rocchi

 

Viterbo - La cittadella della salute, sede della Asl

Viterbo – La cittadella della salute, sede della Asl

Viterbo – Malattia troppo rara per la Regione Lazio, il tribunale di Viterbo invita la Asl a trovare una soluzione per il caso di Rosanna Rocchi. Nel frattempo un risultato è stato ottenuto: una doppia udienza a cavallo di ferragosto, anch’essa una rarità, data la pausa estiva. 

Rosanna Rocchi è l’ex infermiera 61enne originaria di Acquapendente, residente col marito a San Martino al Cimino, cui fino a pochi mesi fa era stata concessa dalla Asl di Viterbo la cura alternativa proposta dai reumatologi dell’ospedale Le Scotte di Siena contro la sindrome di Schnitzeler. 

Una concessione da parte dell’azienda sanitaria locale, perché per la commissione malattie rare della Asl di Viterbo la paziente dovrebbe rivolgersi ai centri di riferimento regionali. Peccato che nel Lazio un tale centro non esista perché la sua malattia non è riconosciuta.

Siccome Rosanna Rocchi ha presentato reclamo tramite un avvocato, la Asl in attesa della risposta le aveva concesso la somministrazione. Sospesa due mesi fa, a giugno, con una motivazione apparentemente surreale. In quanto, caso esemplare di complicazione burocratica, a settembre dovrebbe entrare in vigore il decreto del 12 gennaio 2017 pubblicato il 18 marzo che, aggiornando le malattie rare riconosciute a livello nazionale, riconosce la sindrome di Schnitzeler tra le malattie rare in tutta Italia, Lazio compreso. 

“Si è creata una situazione assurda – spiega la legale cui si è rivolta Rosanna Rocchi – le regioni possono aggiornare l’elenco autonomamente, come ha già fatto la Regione Toscana, altrimenti, ed è il caso del Lazio, il decreto, essendo stato pubblicato a marzo, entra in vigore dopo 180 giorni”. 

Nel frattempo la 61enne, oltre al reclamo, ha presentato una denuncia penale contro la Asl, mentre il tribunale, data l’urgenza, su istanza della difesa, ha anticipato di un mese l’udienza fissata (anch’essa a settembre) davanti al collegio per discutere il reclamo. 

Ed è così che l’8 agosto il presidente del collegio, giudice Mauro Ianigro: “Ha invitato caldamente la Asl – spiega la legale – a trovare una soluzione, soprattutto perché il 18 settembre il decreto che riconoscerà la malattia della signora come rara a livello nazionale diventerà esecutivo. Quindi comunque vada la Asl sarà ‘costretta’ a curare la signora e quindi a fornirle il canakinumab”. 

Il collegio ha dato una settimana di tempo alla Asl, rinviando la decisione a subito dopo ferragosto.

Silvana Cortignani


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14 agosto, 2017

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