Viterbo – Il viaggio di Hossam, un ragazzino egiziano che ha visto cose terribili… Ha visto uccidere bambini che avevano fame.
Ma non tutto è perduto, se è possibile una storia d’accoglienza e solidarietà verso chi viene dall’altra parte del mediterraneo con la speranza di una vita migliore.
Protagonisti professori e genitori dell’istituto Pietro Vanni di Viterbo.
Il viaggio di Hossam, un ragazzino egiziano sbarcato in Sicilia dopo il naufragio del barcone che lo trasportava. A raccontarlo, con un video di 6 minuti realizzato da Dania Mondini, è la Uil Scuola.
“La scialuppa di Hossam”, il titolo del cortometraggio disponibile on line sul canale youtube del sindacato.
Hossam ha 14 anni e lavora da quando ne aveva 6. Sono i suoi fratelli a spedirlo in Italia per lavorare e mandare i soldi alla famiglia.
“Ha visto cose terribili per un bambino – racconta la professoressa Nicoletta Mazzuca della Vanni –. Ha visto bambini piu’ piccoli di lui buttati in mare perché chiedevano da mangiare. Ma da mangiare non c’era e quindi le persone più deboli venivano sacrificate”.
Hassam è naufragato a poche miglia dalla costa italiana. Soccorso, è stato poi portato in un centro di prima accoglienza in Sicilia. E anche qui “ha preso un sacco di botte, sempre perché aveva fame”. A dargliele “quelli più grandi per prendergli le cose da mangiare”.
Una situazione che Hassam non ha più sopportato, scappando dal centro per arrivare a Roma in treno. Senza un euro in tasca e senza sapere una parola d’italiano. Nella capitale ha cercato chi parlasse arabo. Ha trovato persone amiche che gli hanno pagato il biglietto per Viterbo dicendogli di rivolgersi in questura dove è stato accolto e portato in una casa famiglia e successivamente iscritto alla scuola Pietro Vanni. In prima elementare. Avrebbe dovuto ricominciare da capo e imparare la lingua.
Secondo i dati del ministero dell’istruzione, in Italia sono oltre 810 mila gli studenti con cittadinanza non italiana nelle scuole statali e paritarie.
Provengono da 191 paesi e rappresentano il 9,2% della popolazione scolastica (nel 1995 erano lo 0,47%). I nati stranieri in Italia nel 2015 sono stati invece 99 mila, il 20% circa di tutti i nati (509 mila).
In Italia ci sono poi 2855 scuole con almeno il 30% di studenti stranieri e, di queste, 563 con oltre il 50%. La nazionalita’ piu’ presenti sono quella romena (19,5% di tutti gli studenti stranieri in Italia), albanese (13,4) e marocchina (12,6%). Da questi tre paesi proviene il 45,5% di tutti gli studenti con cittadinanza non italiana.
“L’arrivo dei rifugiati – sottolinea la segretaria generale della Uil Scuola Viterbo, Silvia Somigli – sta mettendo seriamente in discussione l’impegno dell’Italia nel fornire l’istruzione a tutti i bambini. E questo per mancanza di infrastrutture e servizi adeguati. Un problema che stanno affrontando anche altri paesi europei. Una situazione che dobbiamo assolutamente risolvere per garantire a tutti, nessuno e in nessun modo escluso, il diritto allo studio. Un diritto sacrosanto che sta alla base dei diritti fondamentali dell’uomo”.
“Abbiamo accolto Hassam a braccia aperte – spiega la dirigente scolastica dell’istituto Pietro Vanni di Viterbo Laura Bonelli – e lo abbiamo inserito in prima elementare perché non sapeva l’italiano creando fin da subito un percorso di mediazione culturale”.
Hassam ha tuttavia un obiettivo preciso. Lavorare e mandare i soldi a casa. E non è facile fargli capire che deve prima andare a scuola e crescere.
La scuola comunque gli piace e comincia anche ad andarci volentieri. “In classe – prosegue Laura Bonelli – gli volevano bene tutti. Le mamme degli altri bambini hanno fatto anche una colletta per comprargli il material scolastico. E gli hanno comprato tutto”.
Hassam dopo 6 mesi di scuola ha però deciso di scappare. Il richiamo al lavoro e la necessità di mandare soldi alla famiglia hanno prevalso. Complici ragazzi poco più grandi di lui con esperienze lavorative alle spalle e forse qualche minaccia.
Ha portato con se i suoi quaderni, libri, astuccio, penne e zainetto. Non li ha abbandonati, perché per un istante, grazie ai professori e ai genitori della Vanni, hanno rappresentato la speranza di una vita migliore. Il dovere di una scuola. Il diritto di ogni bambino.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY