Soriano nel Cimino – “C’era una scia di sangue dal pianerottolo lungo tutto il corridoio”. E’ il racconto di uno dei carabinieri intervenuti il 16 luglio 2012 in un appartamento nei pressi delle scuole di Soriano del Cimino, allertati dai vicini per una lite in famiglia e urla disperate di donne.
Per quella lite, sfociata in rissa, sono finiti sotto processo sei immigrati, tutti dell’est europeo, tra cui due donne e i due uomini rimasti feriti mentre sul posto piombavano i militari e il 118. Per poco non sarebbe finita in tragedia, sarebbero volate martellate e coltellate, anche se le presunte armi, che avrebbero dovuto essere intrise di sangue, non sono mai state trovate.
“Abbiamo scoperto che era scoppiata una rissa tra due gruppi contrapposti – ha spiegato ieri il militare al giudice Giacomo Autizi – fuori abbiamo trovato vasi rotti e sangue già sul pianerottolo, dentro una finestra in frantumi e una scia di sangue che proseguiva lungo tutto il corridoio su cui si affacciavano le stanze dell’abitazione”.
Alla domanda su quali fossero le condizioni dell’appartamento al momento dell’ingesso delle forze dell’ordine il carabiniere non ha avuto esitazioni: “Era una casa normale, non di lusso, dove si sentiva il cattivo doodre da scarsa pulizia e c’era tanto sangue”.
“Non abbiamo invece trovato né il martello, né il coltello a serramanico che sarebbero stati usati per offendere. Uno dei feriti però aveva sul volto lesioni evidenti da arma da taglio, mentre l’altro sembrava avere ricevuto un pugno. Entrambi sono stati portati in ospedale con l’ambulanza e medicati al pronto soccorso”.
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