Perugia – Fa il gesto della pistola ai giudici, finisce sotto processo per oltraggio alla corte. Protagonista un 25enne viterbese, già all’epoca con un curriculum ricco di precedenti penali, condannato nell’ottobre del 2010 a sei anni di reclusione per una rapina da 150 euro.
Il giovane, che era in carcere da un anno, alla lettura della sentenza diede in escandescenze, facendo il gesto della pistola, davanti alla corte. Allontanato immediatamente dall’aula, affollata di gente, fu portato via dagli agenti della polizia penitenziaria.
Ma la vicenda non finì lì. Per quel gesto, interpretato dai giudici come una minaccia, il giovane è finito sotto processo con l’accusa di “oltraggio al magistrato collegiale in udienza” davanti al tribunale di Perugia, competente per tutti i procedimenti che riguardano i magistrati del Lazio.
Ci sono voluti però sei anni e undici mesi per la sentenza di primo grado, arrivata solo ieri al termine del processo col rito abbreviato che si è celebrato nel capoluogo umbro. L’imputato, diventato nel frattempo trentenne, è stato assolto con la formula che equivale alla vecchia insufficienza di prove.
Secondo il difensore Remigio Sicilia, il gesto non sarebbe stato rivolto ai magistrati della terna giudicante, ma si sarebbe trattato di un gesto di stizza a prescindere, data l’entità della condanna. Un mese dopo la sentenza, data l’allora giovane età dell’imputato, il tribunale della libertà diede al giovane una possibilità, assegnandolo alla comunità di recupero del Ceis.
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