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Tribunale – Storica sentenza – Condannato il gestore di una piattaforma che offriva film in streaming – Il segretario di Fapav: “Una vittoria importante per l’industria della creatività”

Pirateria on line, l’upload all’estero non basta per farla franca

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – “Per i gestori di siti web che offrono film in streaming abusivo cade la foglia di fico dell’upload dall’estero”.

Lo scrive Il Sole 24 Ore commentando le motivazioni della sentenza con cui il tribunale di Viterbo a marzo ha condannato a otto mesi e una multa di 1720 euro in primo grado il gestore del portale www.filmsenzalimiti.it. “Una vittoria importante per l’industria della creatività”, secondo il segretario di Fapav, Bagnoli Rossi.

Il gestore metteva a disposizione i contenuti protetti dal diritto d’autore illegalmente, incorporandoli tramite un collegamento frame al sito italiano dal portale russo Vk, su cui venivano inseriti tramite uploader da lui selezionati che “dovevano distinguersi su Vk – spiega la sentenza del giudice Giacomo Autizi – mediante l’uso di un alias che doveva comprendere nel nickname le parole ‘filmsenzalimiti’, affinché l’amministratore potesse selezionare i contenuti da mettere sulla piattaforma proprio tra quelli caricati dall’uploader di fiducia”.

Tutto questo non esclude, secondo il giudice, “la possibilità di affermare la responsabilità a titolo concorsuale del gestore del sito che abbia operato il linking/embedding, ove abbia consapevolmente fornito un ausilio morale o materiale alla circolazione o alla comunicazione dell’opera immessa nel sistema telematico”.

“Infatti – prosegue Autizi – a differenza di quanto prospettato dalla difesa il funzionamento del sito non era limitato alla mera pubblicazione di contenuti mediante linking al social network russo Vk, sul quale il contenuto era immesso, essendo invero emersa una situazione di sinergica e integrata collaborazione tra gli amministratori del sito e gli uploader, nel cui contesto i primi davano espresso mandato ai secondi di provvedere al caricamento del contenuto sul sito russo, per poi operarne la pubblicazione sul sito www.filmsenzalimiti.it”.

E il sistema consentiva agli utenti di Fimsenzalimiti “di operare donazioni in denaro, anche se la maggior parte degli introiti era assicurata dalla concessione degli spazi pubblicitari, con incassi proporzionali al numero di visualizzazioni del singolo contenuto, secondo il sistema del cosiddetto pay per click. Siffatto meccanismo – aggiunge il giudice – aveva consentito nel tempo di sviluppare un volume d’affari per il 2012 pari a circa 40mila euro.

A sottolineare l’importanza delle motivazioni della sentenza interviene su Il Sole 24 Ore il segretario generale di Fapav Federico Bagnoli Rossi: “Finalmente – dice – si fa chiarezza su un punto molto delicato per le attività di lotta alla pirateria. Limitarsi a diffondere in Italia contenuto caricato abusivamente all’estero non è sufficiente ad aggirare la punibilità. Una vittoria importante per l’industria della creatività messa a dura prova, in questi anni, dall’esplosione del fenomeno”.


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27 settembre, 2017

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