Vallerano – E’ stato nominato nelle scorse settimane il perito che dovrà analizzare il fucile sequestrato al 60enne denunciato per l’uccisione del cagnolino Willy, e il proiettile rinvenuto nel torace del meticcio.
I risultati della perizia balistica sono attesi per i prossimi giorni, e solo l’esito degli accertamenti potrà dire, con certezza, se è il fucile ad aria compressa sotto sequestro l’arma da cui è stato esploso il proiettile che ha ucciso Willy.
Il fucile è stato trovato dai carabinieri di Vignanello, che stanno conducendo le indagini, nell’abitazione del 60enne sospettato dell’uccisione del cagnolino. La perquisizione a metà luglio, in seguito alla quale l’uomo è stato denunciato, a piede libero, per uccisione di animali e detenzione abusiva di armi.
Willy è stato preso a fucilate la mattina del 4 luglio, dopo essersi allontanato da casa per una passeggiata. Pochi metri, una cinquantina, fino a quella che la sua padrona indica come “zona Colle. Tra vicolo Angusto, via della Mola, via del Pregresso e via san Bartolomeo”. Qui, Willy, viene raggiunto da un proiettile. Colpito sul fianco destro.
Con difficoltà, riesce a tornare indietro. Si lamenta. Sullo sterno ha una piccola ferita, simile a quella da taglio o compatibile con il morso di un altro animale. Ma la corsa dal veterinario è immediata. Al dottor Filippo Francesini basta una lastra per vedere che Willy, sulla sesta vertebra, tra il polmone e il cuore, ha conficcata una pallottola di 7,5 millimetri.
Nell’arco di tre ore, viene operato due volte. Dal dottor Francesini, e dal collega Stephan Ziegler della clinica veterinaria della Tuscia di Montefiascone. Due interventi chirurgici al torace, complessi e rischiosi. Ma riescono bene. Willy, ora, ha solo bisogno di qualche giorno di riposo. Si deve riprendere. Ma alle 5 di mattina del 6 luglio muore tra le braccia della sua padrona. I veterinari ce l’hanno messa tutta per salvargli la vita. Hanno provato a rianimarlo, ma le ferite provocate da quel maledetto proiettile non gli hanno lasciato scampo.
Tre anni fa Willy era già stato preso a fucilate. Un proiettile gli si era conficcato nella zampetta, ma se l’era cavata con dei punti di sutura. Era stato preso a fucilate sempre a Vallerano. Sempre nella stessa zona.
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