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Casa famiglia "Monello del mare" - Secondo un avvocato difensore - In aula la drammatica deposizione di una delle ospiti e della madre

“Una delle presunte vittime nascondeva un coltello in camera…”

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Il tribunale di Civitavecchia

Il tribunale di Civitavecchia

 

Processo Monello mare - Il coltello nascosto in camera da una delle presunte vittime

Processo Monello mare – Il coltello nascosto in camera da una delle presunte vittime mostrato in aula dalla difesa

 

Santa Marinella - Il blitz della polizia nella casa famiglia

Santa Marinella – Il blitz della polizia nella casa famiglia

Civitavecchia – Presunti abusi alla casa famiglia per minori disagiati “Monello del mare” di Santa Marinella, entra nel vivo con la proiezione di un filmato e la deposizione di una delle presunte vittime il processo in corso a Civitavecchia. Ma il vero colpo di scena è rappresentato da un coltello che una delle presunte vittime avrebbe tenuto nascosto in camera. 

Cinque  gli imputati. Il responsabile della struttura Fabio Tofi, 57 anni, nato e cresciuto a Montefiascone, arrestato nel maggio 2015, la moglie e di tre operatrici. Sono accusati, a vario titolo, di maltrattamenti aggravati, violenza sessuale e lesioni aggravate.

Tra le presunte vittime due sorelle viterbesi, i cui genitori sono a loro volta sotto processo per abusi sessuali e maltrattamenti in famiglia. Tra leparti offese inizialmente c’era anche un altro minorenne viterbese, un ragazzo, che però ha smentito tutto durante l’incidente probatorio.

Martedì scorso, davanti al collegio, un’udienza di oltre due ore, durante la quale è stato proiettato in aula un video della durata di circa due minuti dove si vede il responsabile Fabio Tofi far prendere con forza dei farmaci a una ragazza ospite della struttura, che poi li sputa a causa di una “crisi pantoclastica”.

La presunta vittima, sentita subito dopo la proiezione del filmato, avrebbe faticato a rispondere alle domande, negando anche il fatto che, due giorni prima del fatto oggetto del filmato, sarebbe stata condotta prima al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia e poi trasferita in ambulanza all’ospedale Bambin Gesù di Roma. Il tutto a causa di un’altra crisi pantoclastica, durante la quale avrebbe minacciato sia i responsabili della struttura che i ragazzi ospiti, tanto da richiedere l’intervento dei carabinieri, anche quest’ultimi poi fatti oggetto di pesanti insulti. 

Il difensore dell’imputato, l’avvocato Vincenzo Dionisi del foro di Viterbo, ha quindi mostrato alla presunta vittima la fotografia del coltello che lei stessa avrebbe portato in camera la sera in cui venne girato il filmato, ma la giovane ha detto di avere paura dei coltelli e di non aver preso mai in mano un coltello.

Alla successiva domanda, se avesse mai tirato un coltello contro la madre ferendola al volto, è però caduta in contraddizione rispondendo positivamente e aggiungendo, inoltre, che una delle protagoniste del video quella sera aveva bevuto perché aveva portato di nascosto dentro la comunità delle sostanze alcooliche.

In aula anche la madre della presunta vittima, la quale ha confermato che la figlia le aveva tirato contro un coltello, e che nel mese di maggio 2013 sempre la figlia aveva preso dalla cucina un grosso coltello e se lo era portato in camera da letto per poi riporlo in cucina. Né la ragazza né la madre hanno invece detto di aver visto all’interno della struttura maltrattamenti o cibo scaduto.

La difesa ha quindi chiesto l’acquisizione di una lettera scritta dai genitori adottivi della ragazza ai servizi sociali e al tribunale per i minori in cui si fa riferimento alla gravità dello stato di salute della stessa, 

La situazione ambientale, negli ultimi tempi, nella casa famiglia di Santa Marinella sarebbe stata insostenibile: “Notti insonni, musica alta, le ragazze col doppio telefonino. Le sgridate venivano da comportamenti poco consoni. Il processo si fa in tribunale, ma quello che mi colpisce è che le due sorelle viterbesi le abbiamo tanto aiutate – si è sfogato Foti, rilasciando lo scorso aprile un’intervista a Tusciaweb – erano seguite da due psicologhe a nostre spese. Una ha fatto un corso per animatrice nei villaggi vacanze, la sorella che è una bravissima cantante l’abbiamo fatta lavorare. Credo che sia stato sciacallaggio”.

Silvana Cortignani


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3 ottobre, 2017

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