Soriano nel Cimino – “Aveva una zappa tra le mani, gli occhi di fuori, le labbra di fuoco, tremo ancora oggi solo a raccontarlo, ho paura di lui, non mi è passata più la paura”. Parole pronunciate in aula, con voce tremante, da un 85enne, chiamato a testimoniare al processo contro il vicino che gli avrebbe distrutto il vigneto.
Un episodio che sarebbe potuto sfociare in tragedia, data l’età e le precarie condizioni di salute della presunta vittima, quello che si è consumato il 17 agosto 2012 nelle campagne di Soriano nel Cimino, in contrada San Pietro, dove da una brutta lite tra vicini è scaturito un lungo e complesso processo penale.
Alla sbarra un uomo che avrebbe fatto irruzione nella proprietà di un confinante, avventandosi contro il vigneto del vicino, un anziano, sopraggiunto proprio mentre l’imputato sarebbe stato intento a divellere le piante di vite e a scardinare i paletti dal terreno.
Ieri, dopo oltre cinque anni, davanti al giudice Silvia Mattei è stata sentita la versione della presunta vittima, ultraottantenne, giunto in aula col bastone e accompagnato passo passo dalla figlia. “Quando l’ho beccato a distruggermi il vigneto, aveva in mano la zappa con cui tagliava le viti, mi ha guardato con gli occhi di fuori, le labbra di fuoco e mi ha urlato che quella era roba sua. Mi ha tagliato 18 viti, ho paura, tremo dalla paura”.
Il difensore dell’imputato ha fatto in modo di far sapere al tribunale che le liti tra vicini finite a carte bollate, denunce reciproche, processi e richieste di archiviazione, non sarebbero state una cosa nuova, per motivi di confine.
“Sono vecchio, il terreno nel frattempo l’ho donato a mia figlia, ma voglio che mi risarcisca il danno, voglio che paghi per avermi distrutto il vigneto e per averlo fatto sotto i miei occhi”, ha ribadito più volte l’anziano ex agricoltore.
Prossima udienza il 23 maggio, giorno in cui dovrebbe anche arrivare la sentenza.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY