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Berlino - Enrico Magrelli e Mauro Morucci raccontano la quarta edizione dell'Italian film festival

“Esportiamo in modo indipendente la contemporaneità del cinema italiano”

di Valeria Conticiani - Inviata a Berlino
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Enrico Magrelli

Enrico Magrelli

Mauro Morucci

Mauro Morucci

 

Berlino - Italian film festival - Ficarra e Picone

Berlino – Italian film festival – Ficarra e Picone

 
Berlino - Italian film festival - Carmen Consoli

Berlino – Italian film festival – Carmen Consoli

Italian film festival di Berlino - Pif

Italian film festival di Berlino – Pif

Toni Servillo

Toni Servillo

Berlino – Un team affiatato e sempre più entusiasta per i risultati che sta via via ottenendo. 

Ormai alla quarta edizione, l’Italian film festival di Berlino rende più che affezionati i propri capitani: Enrico Magrelli, critico cinematografico e direttore artistico del festival, insieme a Mauro Morucci, presidente e organizzatore.

Quello che emerge dalle prime impressioni del 2017 a Berlino è un crescendo dei risultati.

Risultati tangibili sia in termini numerici che di affezione da parte del pubblico tedesco, oltre che da parte degli artisti italiani.

Registrate affluenze sempre maggiori che vedono invertire le tendenze iniziali di un 20% di pubblico tedesco e un 80% di pubblico tedesco delle prime edizioni.

“La storia dei festival ha a che fare con il tempo – spiega il critico Enrico Magrelli –. Si impara con le varie edizioni a tarare meglio le proposte in base alla sensibilità degli spettatori. La scelta dei film e degli artisti ospiti si basa sulle attenzioni di un pubblico, quello tedesco, che tende con evidenza ad un cinema fortemente espressivo, profondo e che, al di là di ogni aspetto da commedia o apparentemente leggero che susciti sane risate, faccia anche pensare, riflettere. Lasciando spazio ad interiorità e introspezioni profonde. Abbiamo scelto un cinema ironico, di denuncia che accompagni alla leggerezza anche messaggi importanti. Ecco perché negli anni personaggi come Virzì, Verdone e adesso anche Servillo sono stati le nostre scelte. Perché oltre ad essere artisti di notorietà e interesse internazionale, con il loro stile possono dare un apporto di sorridente ironia alla comunicazione cinematografica che ci piace e che soprattutto piace sempre più al pubblico tedesco”.

Mauro Morucci racconta il percorso svolto per realizzare questo sogno.

“Stiamo raccogliendo i frutti di un grande e lungo lavoro  – spiega – e i segnali che riceviamo testimoniano che stiamo andando nella direzione giusta oltre a restituirci grande soddisfazione. Siamo orgogliosi soprattutto di fare un cinema indipendente. Essere indipendenti è difficile, fa fare percorsi un po’ più lunghi e rappresenta una sfida ma poi ci permette di sentirci liberi e privi di condizionamenti”.

Quest’anno il festival a Berlino ha selezionato una serie di film italiani (“In guerra per amore”, “Indivisibili”, “Tutto quello che vuoi”, “L’ora legale”, “Vengo anch’io”, ”Sole, cuore, amore”, “Lasciati andare”) adatti al pubblico tedesco, che è sempre più attento e interessato.

Un cinema con un pubblico misto, principalmente composto da giovani tra i venti e i trentacinque anni ma capace di attrarre tutti, fino ai settantenni e oltre.

“E’ importante esportare il cinema italiano contemporaneo – aggiunge Magrelli -. Anche per superare un po’ la percezione dell’italianità dei grandi classici, che tutti riconoscono e che sono ormai noti in tutto il mondo da sempre ma che riportano indietro, non in avanti. E’ bene conoscere anche la nostra Italia, quella di oggi e dei suoi talenti attuali”.

L’Italian film festival di Berlino è un festival che, seppur giovane, sta già dimostrando una certa maturità. Con effetti che manifestano chiaramente una attenzione sempre crescente da parte del pubblico tedesco e degli artisti italiani.

Mauro Morucci ed Enrico Magrelli, che curano insieme la direzione artistica da anni, si dicono soddisfatti. Una perseveranza che li sta premiando sia in Italia, con il Tuscia film festival, che in modo sempre più evidente anche in Germania con l’Italian film festival.

“L’affidabilità registrata dal festival si manifesta non solo nell’attenzione crescente del pubblico ma anche nella credibilità che gli artisti italiani di grande calibro ci riconoscono – sottolinea Magrelli -. Il nostro patrimonio è la credibilità. E anche la partecipazione degli attori, non certo legata a logiche di convenienza economica, testimonia una motivazione autentica, un senso di attaccamento prezioso e di tutto rispetto a questo festival”.

“La non gratuità dei biglietti  – fa notare Morucci – dà ancora più valore a quello che facciamo. E’ un segnale di interesse notevole che testimonia attenzione e rende rispetto al cinema. E l’aumento delle vendite al botteghino lo dimostra.

Questo successo  – continua – ci sta già stimolando nuove idee per far crescere altri progetti, come ad esempio “Tuscia terra di cinema” di prossima realizzazione. Un’idea che darà visibilità al territorio del viterbese, coinvolgendo per ora i Comuni di Vitorchiano, Castel Sant’Elia, Faleria e Nepi nel ricordare i film girati nei nostri luoghi. Una serie di iniziative per fare rete nella nostra Tuscia, portando informazione e cultura con particolare attenzione al tema del cinema naturalmente”.

Valeria Conticiani
Inviata a Berlino


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12 novembre, 2017

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