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Vetralla - A processo per furto aggravato con il presunto complice, è stata riconosciuta da un testimone incuriosito dallo scalpiccio

Ladra “tacco 13” ruba telefonino e scappa a piedi a tutta velocità

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Vetralla – Ladra “tacco tredici” ruba telefonino e scappa a piedi a tutta velocità. Una sorta di funambola, secondo la descrizione di un testimone, colpito dallo scalpiccio della donna e del complice in fuga.

“Nonostante i tacchetti, correvano come razzi, mentre se la davano a gambe a piedi a tutta velocità”, ha raccontato un uomo residente al secondo piano di una palazzina affacciata sulla Cassia, a Cura di Vetralla, che ha assistito dal terrazzo alla fuga della coppia di ladri che un istante prima avevano rubato il telefonino a una giovane nel bar sottostante. 

E’ il processo per furto aggravato in concorso a un uomo e una donna di etnia rom che cinque anni fa sono stati fermati dai carabinieri, nonostante il tentativo di far perdere le proprie tracce, grazie all’identikit fornito da diversi testimoni, che avrebbero saputo fornire indizi precisi su abbigliamento… e tacchi. Ieri sono stati ascoltati dal giudice Giovanni Pintimalli.

Era l’ora di pranzo di domenica 20 ottobre 2013 e decine di avventori si accingevano a entrare o si erano appena seduti ai tavoli del vicino ristorante. La coppia, di etnia rom, avrebbe prima avvicinato i commensali, “come per chiedere l’elemosina” hanno detto i testi, poi si sarebbe diretta verso il bar.

“Un attimo dopo li ho visti uscire di corsa dal locale, con una ragazza che gli correva dietro, gridando ‘aiuto””, ha raccontato un uomo, che si è alzato prontamente da tavola per mettersi all’inseguimento. Poco prima la coppia era stata notata anche da una signora romana, in gita fuori porta col marito, prenotando il pranzo domenicale al ristorante di Vetralla: “Mentre aspettavamo il tavolo – ha detto – un uomo e una donna si sono avvicinati a noi con fare sospetto e li abbiamo allontanati. Poi sono andati verso il bar e un attimo dopo sono usciti correndo con dietro una ragazza che diceva che le avevano rubato il telefonino”. 

Non ha avuto dubbi, quando si è recato in caserma per il riconoscimento, l’uomo residente nella palazzina affacciata sulla Cassia: “Li ho visti bene, perché quando sono scappati mi ha fatto girare il rumore dei tacchetti, pensavo che correndo a quel modo sarebbero caduti, invece sono scappati in un attimo”.

A bordo di una Peugeot 406 bianca parcheggiata poco lontano, che lo stesso testimone ha descritto ai carabinieri, i quali poco dopo hanno rintracciato i fuggitivi a Tuscania.

Il prossimo 17 maggio, discussione e sentenza. 

 


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1 febbraio, 2018

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