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Violazione del Daspo - Si giustifica così un tifoso gialloblù cui era stato vietato lo stadio - E' sotto processo per non aver firmato in questura durante le partite della Viterbese

“Non ero allo stadio, ma a casa ad aspettare mia madre…”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Tifoso gialloblù colpito da Daspo, si presenta in ritardo in questura per firmare mentre la Viterbese gioca in casa e finisce sotto processo per avere violato le prescrizioni legate al “Divieto di accedere alle manifestazioni sportive”.  

“Non ero allo stadio, ma a casa ad aspettare mia madre che fa sempre tardi”, si è difeso rilasciando spontanee dichiarazioni l’imputato. 

E’ successo due volte, il 16 novembre 2014 e il 4 gennaio 2015. La prima volta, secondo gli agenti che lo stavano aspettando, l’imputato si sarebbe presentato dopo tre quarti d’ora, la seconda non si sarebbe presentato affatto.

“Non ero allo stadio di nascosto. Non è stata colpa mia, ma di mia mamma che doveva accompagnarmi in macchina in questura e ha fatto tardi. Lei fa sempre tardi. Io ero a casa ad aspettarla”, si è giustificato il giovane davanti al giudice Giovanni Pintimalli.

In tribunale si è presentato con la scorta della polizia penitenziaria di Mammagialla, in quanto detenuto per avere dato in escandescenze in casa. “E’ finito in carcere proprio a causa del rapporto conflittuale che ha con la famiglia, ci sono dei seri problemi di convivenza, in particolare con la madre”, ha sottolineato il difensore Luigi Mancini. 

Di fronte allo stupore del giudice che, scoperto che l’imputato vive a Viterbo ad appena un paio di chilometri dalla questura, ha commentato “Due chilometri a piedi si possono fare senza aspettare il passaggio in auto della mamma”, l’imputato ha replicato: “La prima volta mi faceva male una gamba per un incidente ed ero senza patente, la seconda dovevo aspettare che tornasse a casa mia madre perché la nonna stava male e poi non abbiamo potuto lasciarla sola”. 

Preso atto delle spontanee dichiarazioni, il giudice ha deciso di sentire come testimone la presunta madre ritardataria prima della sentenza, rinviata al prossimo 14 giugno.


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4 febbraio, 2018

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