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Viterbo – Crollo alla Bmw del 23 aprile 2004, condanna annullata e appello bis per il progettista.
E’ stata annullata dalla cassazione la sentenza di secondo grado con cui il 28 gennaio 2015 la corte d’appello di Roma condannava a due anni l’ingegnere Giuseppe La Grutta, già assolto in primo grado.
La Grutta, difeso dall’avvocato Roberto Massatani, fu l’unico dei sette imputati ad essere assolto al termine del processo di primo grado, iniziato nel 2008 e finito nel 2011, con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Fu poi condannato a due anni in appello, con sospensione della pena, dopo il ricorso presentato dal pm Franco Pacifici e dalle parte civili.
Venerdì l’udienza in cassazione per i quattro imputati che hanno fatto ricorso alla suprema corte contro la sentenza di secondo grado.
Per La Grutta, gli ermellini hanno emesso una sentenza di annullamento con rinvio. E sarà appello bis. L’ingegnere, difeso dall’avvocato Roberto Massatani, è il progettista della struttura sotto la quale perse tragicamente la vita l’operaio civitavecchiese 23enne Fabrizio Feuli e rimasero feriti due operai e tre meccanici.
Il solaio della concessionaria sulla Cassia Nord cedette improvvisamente nel primo pomeriggio. Sei le persone rimaste coinvolte nel crollo, avvenuto mentre sul tetto gli operai erano al lavoro e sotto c’erano i meccanici. Tre operai furono subito estratti dai calcinacci dai vigili del fuoco, mentre altri due rimasero a lungo sotto i detriti di cemento armato prima di essere recuperati. Il cadavere di Feuli fu scoperto da un cane della polizia che aveva lavorato per ore senza sosta tra le macerie. Fu invece trovato in fin di vita l’altro disperso, un operaio all’epoca 20enne, che ha riportato lesioni permanenti.
Il processo di primo grado prese il via il 3 novembre 2008 per i sette imputati rinviati a giudizio per disastro, omicidio e lesioni colposi. Oltre a La Grutta, il responsabile della sicurezza Paolo Taurchini, il direttore dei lavori Gianni Cardarelli, gli amministratori della Euroedilizia di Civitavecchia, Luigi e Simonetta Vespignani, il titolare della Bmw Fabio Lonardo e il titolare della Pavistamp Eraldo Di Giacomoantonio.
In appello, la sentenza del giudice Italo Ernesto Centaro, impugnata sia dal pm Franco Pacifici che dai legali di parte civile delle vittime, fu del tutto riformata. Furono assolti Simonetta Vespignani della Euroedilizia di Civitavecchia e Eraldo Di Giacomoantonio della Pavistamp. Fu dichiarato estinto per prescrizione il reato di lesioni colpose, mentre per i residui reati di disastro e omicidio colposo la pena fu ridotta di circa la metà, due anni, con pena sospesa e non menzione.
Sullo sconto di pena pesò la revoca delle costituzioni delle parti civili, in seguito al risarcimento delle vittime, completato poco prima di Natale 2014, oltre dieci anni dopo la tragedia.
Silvana Cortignani
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