Viterbo – Gli studenti di Viterbo presentano la prima carta dei diritti in alternanza scuola-lavoro. “La vera carta dei diritti”, così la definisce la commissione comunicazione della consulta provinciale degli studenti (Cps).
Il tema è di quelli scottanti, almeno per gli studenti. L’alternanza scuola-lavoro. Obbligatoria per ragazzi e ragazze degli ultimi tre anni delle scuole superiori. Voluta dalla legge 107 del 2015, quella della cosiddetta “Buona scuola”.
“Una modalità didattica innovativa – così la definisce il ministero dell’istruzione – che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro di lavoro, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi”.
Ma non tutti la pensano così. Per alcuni l’alternanza porta via ore a studio e didattica. Per altri è addirittura lavoro gratuito.
La consulta degli studenti di Viterbo da par suo prova a mettere un freno, dettando regole a prova di studente.
“Gli studenti che svolgono periodi di alternanza nel pomeriggio hanno il diritto a non essere interrogati la mattina seguente”. “I percorsi di alternanza scuola-lavoro devono essere totalmente gratuiti”. E sono solo due degli articoli della Carta consultiva dei diritti degli studenti in alternanza scuola-lavoro presentata dalla consulta studentesca di Viterbo durante l’assemblea plenaria del 26 marzo scorso.
“Una carta diversa da tutti gli altri, numerosi, documenti sul tema – spiegano Veronica Conti (liceo Midossi) e Luca Scutigliani (liceo Ruffini) della commissione comunicazione – perché dà voce alle richieste degli studenti senza mediazioni. Un altro traguardo importante per la Cps di Viterbo, che quest’anno è anche alla guida delle consulte del Lazio, una nuova rivendicazione di spazio per le idee degli studenti che riafferma, con forza, la loro centralità nella progettazione e valutazione di ogni attività scolastica. L’alternanza scuola lavoro va migliorata e gli studenti sono pronti a discuterne, ma come soggetti attivi e portatori di diritti e non come spettatori”.
La carta si concentra anche sui percorsi di alternanza che, sta scritto nel documento approvato dalla consulta, “devono essere inclusivi e accogliere tutti gli studenti disabili. Gli studenti disabili hanno il diritto di partecipare alle esperienze di alternanza insieme ai propri compagni di classe”.
I percorsi devono poi “essere totalmente gratuiti, esentando lo studente da spese di qualunque tipo per la sua attuazione (trasporto, alloggio, materiali). Eventuali percorsi non gratuiti devono necessariamente essere facoltativi”.
Inoltre, le attività di alternanza “non possono essere svolte nei periodi di vacanze, giorni non lavorativi e momenti di sospensione dell’attività didattica a meno che non ci sia richiesta esplicita dello studente”, mentre “gli studenti hanno diritto di scegliere personalmente quale percorso di alternanza scuola-lavoro intraprendere, aderendo e firmando il progetto prima che esso venga intrapreso”.
Il lavoro di elaborazione e stesura della carta dei diritti è stato condiviso anche dalla consulta degli studenti di Frosinone. Insieme, i due Cps hanno elaborato un “per stimolare la riflessione e la partecipazione attiva degli studenti in ogni istituto – ha affermato il presidente della consulta viterbese Roberto Tedeschini – Il nostro ruolo come consulta è quello di dare un supporto concreto agli studenti, abbiamo aperto uno sportello on line di aiuto per i rappresentanti, un forum per condividere idee e realizzare assemblee di istituto migliori. Inoltre organizzeremo anche quest’anno, nel mese di aprile, un corso di formazione per educare alla rappresentanza. Un grande lavoro reso anche possibile da una nuova strategia di comunicazione, dal sito ufficiale www.cpsviterbo.it e dalle pagine social. Media aggiornati e interattivi. Sui quali, a breve, sarà anche possibile trovare una sezione dedicata agli esami di maturità”.
Daniele Camilli
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