Bolsena – “Se vuoi andare via con la rete e il pesce, devi tirare fuori la pistola”. Dopo di che un pescatore è scappato con la barca, la rete e il pesce, assieme alla compagna, lasciando basito sulla riva l’ufficiale della polizia provinciale che, dopo un controllo, si apprestava a sequestrargli il pescato e la rete vietata con cui si era inoltrato nottetempo sul lago di Bolsena.
Un gesto che è costato alla coppia un processo penale per resistenza a pubblico ufficiale.
Il processo si è concluso nei giorni scorsi davanti al giudice Giacomo Autizi con la condanna a quattro mesi del pescatore, un 61enne di Bolsena, e l’assoluzione della donna, difesi dall’avvocato Roberto Alabiso. E siccome l’ufficiale si è costituito parte civile, con l’avvocato Marzia Fiorucci, il pescatore dovrà anche versare alla parte offesa, che ha chiesto un risarcimento 6500 euro, una provvisionale di 250 euro.
I fatti risalgono al 22 ottobre 2011, quando l’imputato è stato sorpreso dalla polizia provinciale mentre pescava con la “sciabica”, una rete da pesca a strascico vietata sul lago di Bolsena, con assetto verticale, per pesce piccolo, usata sotto costa, nei fondali bassi e azionata manualmente. Scattato il sequestro, il 61enne avrebbe però prima detto all’ispettore “se vuoi andare via con la rete e il pesce, devi tirare fuori la pistola” e poi sarebbe salito velocemente in barca tentando di prendere il largo.
Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sei mesi per l’uomo e l’assoluzione della donna.
Silvana Cortignani
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