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Viterbo - Paziente in attesa per sei ore al pronto soccorso - Il segretario generale della Fials Vittorio Ricci mette in dubbio la denuncia dell'Usb

“Belcolle, no ad allarmi ingiustificati”

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Viterbo - Belcolle

Viterbo – Belcolle

Vittorio Ricci del sindacato Fials

Vittorio Ricci del sindacato Fials

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Secondo una notizia pubblicata da alcuni mezzi di informazione, sembrerebbe che un paziente presso il pronto soccorso dell’ospedale Belcolle, in codice giallo e con forti dolori addominali sia stato costretto ad attendere sei ore prima di essere sottoposto a ecografia e ricevere i primi antidolorifici. Pare poi, che durante la notte sia stato vittima di furto del proprio telefono e che a causa di tale fatto, sia stato costretto ad abbandonare l’ospedale dove a piedi e sotto la pioggia battente, avrebbe raggiunto il centro della città. Successivamente sembra si sia recato all’ospedale di Terni, dove avrebbe ricevuto assistenza immediata.

La gravità e la singolarità di tale episodio, ci ha spinto a chiedere conferma ad alcuni infermieri del pronto soccorso di Belcolle che hanno sostenuto di non essere a conoscenza di tale fatto. Quanto descritto quindi tutto da verificare, è inserito in un contesto di affermazioni sul pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo e sugli operatori sanitari, dalle quali emerge in modo generalizzato un giudizio negativo sulla funzionalità della struttura, dove gli attori principali, cioè gli operatori sanitari, ne sono inevitabilmente coinvolti.

Ma al di là dell’accertamento del fatto, che doverosamente compete alle strutture sanitarie locali, interessa a questa organizzazione sindacale, l’effetto allarmante che ha generato tale episodio sui cittadini e che provoca diffidenza nei confronti degli operatori sanitari e discredito della struttura. 

Così i cittadini emotivamente influenzati, finiscono per percepire in modo prevenuto la qualità della prestazione sanitaria ricevuta, determinando una insoddisfazione pregiudiziale che non è riscontrabile nell’analisi tecnico-professionale della quasi totalità dei casi esaminati.    

Ovviamente di fronte a tali notizie, passano in secondo piano tutte le prestazioni sanitarie erogate con impegno e professionalità dagli operatori sanitari che quotidianamente sono testimoniate con gradimento dei cittadini.

Con questo, non vogliamo sminuire la gravità di taluni fatti che se debitamente accertati, meritano l’adozione di provvedimenti conseguenti da parte delle strutture sanitarie locali, ma evitare il possibile amplificare o enfatizzare situazioni anche critiche, che al riscontro oggettivo si potrebbero presentare sotto tutt’altra veste e che possono produrre effetti devastanti, magari opposti a quelli che, sempre che si tratti di buona fede, ci si era prefissati.

In sostanza, se quanto descritto non fosse stato riportato fedelmente rispondente alla realtà dei fatti e quindi scevro da intenti scandalistici o propagandistici, tipici dei periodi elettorali che stiamo ripetutamente attraversando, rappresenterebbe un grave danno di immagine per l’azienda sanitaria di Viterbo, che proprio sul pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, ha recentemente messo in atto una serie di interventi che hanno dato segni di evidente miglioramento.

Pertanto, restiamo in attesa di conoscere le iniziative che su quanto segnalato le strutture sanitarie locali intenderanno avviare.

Vittorio Ricci

Segretario generale provinciale Fials


Usb: “All’ospedale con forti dolori deve aspettare sei ore per essere curato…”


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11 aprile, 2018

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