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Tribunale - Veleni al comune di Vitorchiano - L'assessora Creta è la prima a testimoniare al processo per stalking e lesioni al consigliere di minoranza Massimiliano Baglioni

“Uno stillicidio andato avanti per tre anni…”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Vitorchiano - Massimiliano Baglioni

Vitorchiano – Massimiliano Baglioni

Vitorchiano – (sil.co.) – Veleni al comune di Vitorchiano, si è aperto ieri davanti al giudice Elisabetta Massini con la testimonianza delle vittime il processo per stalking e lesioni al consigliere di minoranza Massimiliano Baglioni, 49 anni, capogruppo della lista Progetto futuro Vitorchiano.

Tutte donne le tre parti offese, che si sono costituite parti civili davanti al gup Stefano Pepe, assistite dagli avvocati Carmelo Ratano e Mirko Bandiera.

Tra loro l’ex presidente del consiglio e attuale assessora con delega al bilancio nella giunta del sindaco Ruggero Grassotti per la lista civica Insieme per Vitorchiano, Annalisa Creta; l’ex capogruppo Alessandra Scorzoso, che sarebbe stata costretta a dimettersi dalla carica per la persecuzione e un’altra donna.

I fatti risalgono al 2012-2014. Baglioni, in quanto consigliere di minoranza, avrebbe chiesto con insistenza accesso ad atti amministrativi, arrivando a fare pesanti attacchi pubblici alle due politiche.

Alla Creta, la prima da essere sentita, avrebbe rivolto pesanti insinuazioni, toccando la sua vita privata, coinvolgendo i genitori e il marito ed esprimendo livore nei suoi confronti sia sul web che nei bar.

“La sera della processione del venerdì santo, nel 2014, mi si è accodato, mentre stavo sola con mia figlia, perché mio marito era in missione in Afghanistan, e ha cominciato a dire ‘testa di cazzo, cogliona’, costringendomi a tornare a casa”, ha raccontato, spiegando come abbia verbalmente e insistentemente aggredito sua madre, storica presidente di un’associazione, per un finanziamento da 5mila euro erogato dal comune. “Un finanziamento erogato a tante altre realtà associative vitorchianesi – ha spiegato – ma che nel caso di mia madre veniva spacciato in paese come un presunto privilegio. Lo stesso una richiesta di costruire in sanatoria presentata da mio marito, come se non fosse un suo diritto presentarla come lo è per qualsiasi altro cittadino”.

Creta le ha chiamate “punture di spillo”: “Uno stillicidio. Persistenti, quotidiane, andate avanti ininterrottamente per tre anni, fino alla chiusura delle indagini del 2015, quando ha smesso. Una persecuzione continua, sul sito ‘La voce dei vitorchianesi’ e sulla bacheca del suo gruppo consiliare in piazza Umberto I, la piazza principale”. “Si è anche inventato che ero stata diffidata dal prefetto perché non aveva convocato i consigli comunali, quando non era vero”. 

Testimonianza analoga quella della Scorzosi, che a causa degli attacchi di Massimiliano Baglioni sarebbe dovuta ricorrere a farmaci antidepressivi.


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13 aprile, 2018

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