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Viterbo - L'appello unanime delle massime personalità del sistema giudiziario italiano, ospiti al convegno Unicost a palazzo dei Priori

Mammone e De Raho: “Basta polemiche gratuite contro la magistratura” – Minisci: “Rivediamo la legge sulle intercettazioni”

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Il presidente della Anm Francesco MInisci

Il presidente della Anm Francesco Minisci

Il magistrato Cafiero De Raho

Il magistrato Cafiero De Raho

Giovanni Mammone, primo presidente della Cassazione

Giovanni Mammone, primo presidente della Cassazione

Il procuratore capo Paolo Auriemma

Il procuratore capo Paolo Auriemma

Il procuratore capo Paolo Auriemma

Il procuratore capo Paolo Auriemma

Viterbo - Il convegno di Unita per la costituzioneViterbo - Il convegno di Unita per la costituzione

Viterbo – Il convegno di Unita per la costituzione

Viterbo - Il convegno di Unita per la costituzioneViterbo - Il convegno di Unita per la costituzione

Viterbo – Il convegno di Unita per la costituzione

Viterbo – “Basta polemiche gratuite contro la magistratura”. “Rivediamo la legge sulle intercettazioni”. I magistrati Giovanni Mammone, Cafiero De Raho e Francesco Minisci hanno aperto il lavori del congresso di Unicost.

Si è aperto ieri pomeriggio a palazzo dei Priori il congresso nazionale dell’associazione di magistrati Unicost – Unità per la Costituzione. L’evento si terrà a Viterbo fino a domenica 27, con tre giornate di interventi e dibattiti sul tema “Sessant’anni di Csm. Autogoverno, professionalità, responsabilità, dialoghi sul futuro della giustizia”.


Fotogallery: Il gotha della magistratura a Viterbo


Alla giornata inaugurale hanno presenziato, oltre agli iscritti dell’associazione e a numerose autorità del territorio, anche alcune delle massime cariche del sistema giudiziario italiano, come il presidente della corte di Cassazione Giovanni Mammone, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Francesco Minisci.

Da tutti, appelli decisi a non coinvolgere la figura del magistrato in polemiche che ne pregiudicano la credibilità. 

“Da questo convegno bisogna uscire con una consapevolezza aumentata del concetto di autonomia della magistratura – ha affermato Mammone -. Ho avuto modo di entrare in contatto con i vari ordinamenti giudiziari europei e in ognuno di essi il problema principale è l’autogoverno del sistema giudiziario. Sembra incredibile che nel 2018 ci si trovi ancora a parlare di questo. Basta con le polemiche gratuite sulla magistratura, lanciate per di più con toni roboanti, solo per ottenere attenzione mediatica”.

Il presidente dell’Anm Minisci è entrato in maniera più profonda nel dibattito politico. “Le vecchie riforme della giustizia sono state inadeguate e insufficienti. Si è sempre ritenuto che la durata dei processi fosse eccessiva, ma non c’è mai stato un intervento legislativo mirato a ridurla. L’attività dei magistrati sta andando incontro a grossi rischi, uno dei quali è rappresentato dalla nuova legge sulle intercettazioni, che provocherà danni sia al sistema delle indagini che al diritto di difesa. Proporremo al prossimo governo un ripensamento su questa norma e altre soluzioni per risolvere finalmente i vari problemi del sistema giudiziario italiano. Di sicuro, per mettere in atto misure davvero efficaci, serviranno risorse importanti”. 

Molto significativo anche l’intervento del procuratore De Raho. “Nessuno si vuole assumere la responsabilità di accorciare i processi – ha dichiarato – perché si preferisce accusare i magistrati di lentezza. I togati italiani hanno l’indice di produttività più alto a livello europeo, eppure nel nostro paese si continua a raccontare la favola dei magistrati sfaccendati”. 



Sulla stessa linea si era collocato in precedenza anche il procuratore della repubblica di Viterbo, Paolo Auriemma. “Le istituzioni della giustizia subiscono troppe critiche ingenerose. La legittimazione del magistrato non è solo quella sancita solennemente dalla costituzione, ma anche quella che nasce dalla sua credibilità davanti ai cittadini. Aveva ragione Calamandrei a dire che l’indipendenza del potere giudiziario sarà sempre svuotata finché il potere esecutivo conserverà ingerenze su di esso. Gli uomini della giustizia non devono dipendere dall’esecutivo”.

La giornata era stata aperta dai saluti del sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, il presidente della provincia, Pietro Nocchi, il rettore dell’Unitus, Alessandro Ruggieri e un rappresentante dell’Ordine degli avvocati di Viterbo. Subito dopo era stato il turno della presidente del tribunale di Viterbo, Maria Rosaria Covelli, che aveva sostenuto l’importanza della professionalità del magistrato, come unica chiave per rafforzare la sua autorevolezza.

Molto corpose le relazioni della presidente di Unicost, Silvana Sica, e del segretario dell’associazione, Roberto Carrelli Palombi, che hanno sollecitato soprattutto i giovani, parlando dell’importanza dell’associazionismo nella magistratura e della necessità di partecipazione costante al processo di autogoverno giudiziario.

Alessandro Castellani


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26 maggio, 2018

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