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Tribunale - Viterbo - "Una somma inferiore a quanto richiesto", commenta l'imprenditore Fabio Lonardo, che sta pensando di ricorrere in appello

Crollo Bmw, due milioni di risarcimento ad Autopremium

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Fabio Lonardo

Fabio Lonardo

Viterbo - Il tribunale - Le fioriere contro la sosta selvaggia

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – Crollo Bmw, dopo 14 anni il tribunale civile di Viterbo dispone due milioni di risarcimento ad Autopremium. 

Tanto c’è voluto perché il titolare della concessionaria, Fabio Lonardo,riuscisse ad ottenere un parziale riconoscimento dei danni richiesti ai tecnici che hanno operato nel cantiere dove il 23 aprile 2004 si è consumata la tragedia in cui ha perso la vita l’operaio civitavecchiese Fabrizio Feuli, 23 anni, e altri cinque rimasero feriti.

La sentenza di primo grado risale allo scorso mese di aprile, 14 anni esatti dopo il crollo. “Per la concessionaria si tratta di un riconoscimento importante, ma non soddisfacente”, commenta l’imprenditore. “Dopo un tempo lunghissimo, 14 anni, vengono determinati due milioni di euro di danni a favore di Autopremium. Sembrano tanti, ma si tratta di una somma inferiore a quanto chiesto alle parti contro le quali abbiamo promosso la causa, tra cui alcune assicurazioni”. Fabio Lonardo non esclude di fare ricorso in appello.

Il solaio della concessionaria sulla Cassia Nord cedette improvvisamente nel primo pomeriggio del 23 aprile di quattordici anni fa. Tre operai furono subito estratti dai calcinacci dai vigili del fuoco, mentre altri due rimasero a lungo sotto i detriti di cemento armato prima di essere recuperati. Il cadavere di Feuli fu scoperto da un cane della polizia che aveva lavorato per ore senza sosta tra le macerie. Fu invece trovato in fin di vita l’altro disperso, un operaio all’epoca 20enne, che ha riportato lesioni permanenti, rimanendo parzialmente invalido.

Fabio Lonardo non esclude di fare ricorso in appello contro un risarcimento che non considera all’altezza del danno subito in seguito al crollo: “Decideremo con i miei legali, per ora stiamo valutando l’opportunità, considerando che, visti i tempi della giustizia, qualora decidessimo di ricorrere in appello, prima di arrivare a una sentenza di secondo grado, passerebbero altri 3-4 anni”. 


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30 maggio, 2018

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