Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Gli eredi diretti della presunta vittima nel frattempo si sono trasferiti negli Usa - Parte civile una figlia, costretta a vivere in albergo, nonostante i numerosi immobili di famiglia

La badante nominata erede universale accusata di circonvenzione d’incapace

Condividi la notizia:

Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Badante accusata di circonvenzione di incapace, avrebbe convinto un anziano a fare testamento, nominandola erede universale. Ma la donna, una straniera, all’udienza del processo in corso davanti al giudice Elisabetta Massini non si è presentata.

Per lei ha parlato il difensore d’ufficio, un’avvocatessa romana, che ha chiesto il gratuito patrocinio a spese dello stato, in quanto l’imputata non sarebbe in grado di sostenere i costi legali della vicenda. 

Assenti in aula anche i numerosi eredi della vittima, tutti parti offese, a partire dalla moglie e dalle figlie che, nel frattempo, dopo la morte del congiunto, nel 2011, si sarebbero trasferite negli Stati Uniti e non avrebbero più fatto rientro nella Tuscia. 

Parte civile una delle figlie della presunta vittima, ma soltanto perché le è stato nominato un amministratore di sostegno, che ha proceduto alla costituzione in processo contro l’ex badante del padre per ottenere il risarcimento dei danni. 

“Io sono intervenuto quando era già successo tutto, nominato dal giudice perché la figlia viveva in un albergo e on pagava il canone. Sono emersi problemi mentali, è estremamente confusa e ricorda vagamente la presenza di una badante straniera nella sua famiglia”, ha spiegato l’amministratore di sostegno della parte offesa, sentito come testimone. 

La famiglia dell’anziano avrebbe posseduto numerosi immobili: “Tante case, ma sono tutte disabitate, inagibili, ci piove dentro, sono nel più completo degrado, abbandonate da anni”, ha spiegato. 

L’unica testimonianza diretta dei tempi l’avrebbe sentita dal notaio che ha redatto il testamento. “Per telefono, mi disse che il padre della mia assistita si era recato più volte nel suo studio accompagnato da una donna straniera, la badante, e che lei era molto insistente”, ha concluso.

Il processo è stato rinviato al prossimo 22 ottobre. E chissà se per quella data saranno rintracciati gli eredi americani dell’anziano, parti offese, la cui deposizione potrebbe chiarire i termini dell’accusa di circonvenzione d’incapace a carico dell’imputata. 

 

 


Condividi la notizia:
8 maggio, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/