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Terzo rapporto sulla criminalità organizzata - La regione: "Oltre 900mila euro per la ristrutturazione, il riutilizzo e la fruizione sociale"

Mafie, confiscati 43 beni e 4 aziende nel Viterbese

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La presentazione del terzo rapporto Mafie nel Lazio

La presentazione del terzo rapporto Mafie nel Lazio

Rapporto Mafie nel Lazio - I beni confiscati nella regione

Rapporto Mafie nel Lazio – I beni confiscati nella regione

Rapporto Mafie nel Lazio - Le aziende confiscate nella regione

Rapporto Mafie nel Lazio – Le aziende confiscate nella regione

Viterbo – Sono quattro le aziende confiscate alle mafie nel Viterbese, e ora sono tutte in gestione dell’agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati (Anbs). Quarantatré invece i beni immobili, di cui venticinque già destinati e diciotto in gestione dell’Anbs. I dati emergono dal terzo rapporto, quello del 2018, Mafie nel Lazio, dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della regione.

Il report, per quanto riguarda i beni confiscati alla criminalità organizzata, sottolinea: “Va preliminarmente fatta una precisazione che si ritiene fondamentale per la lettura delle cifre riguardanti i beni confiscati nel Lazio. I numeri dei beni immobili confiscati si riferiscono alle particelle catastali singole e non all’intero bene. Nella maggior parte dei casi, infatti, un terreno o un appartamento sono formati da più particelle che rappresentano (per l’Anbsc) più beni confiscati”.

A livello regionale, le aziende confiscate sono 512. Di queste, 403 sono ancora in gestione dell’agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. Mentre 109 sono già state desinate. Il Viterbese è penultimo, seguito dalla provincia di Rieti (due) e preceduto da quelle di Frosinone (diciannove), Latina (43) e Roma (437). I beni immobili confiscati, in tutto il Lazio, sono invece 1732: 1249 in gestione dell’Anbs e 483 già destinate. Anche in questo caso, il Viterbese è penultimo. Seguito solo dalla provincia di Rieti (dodici) e preceduto da quelle di Frosinone (174), Latina (476) e Roma (1027).

La regione ha istituito un bando pubblico per finanziare la ristrutturazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di favorirne il riutilizzo e la fruizione sociale. Con circa 650mila euro è stata finanziata la ristrutturazione di undici beni confiscati, affidati a dieci enti locali e a una onlus, la cooperativa sociale Fattorie solidali di Viterbo. “Per la ristrutturazione dei beni sequestrati è inoltre in corso un bando da ulteriori 280mila euro”, si legge nel rapporto Mafie nel Lazio.

E la regione da tempo è in campo nella lotta alla criminalità, con il patto Lazio sicuro. 800mila euro per potenziare e ammodernare gli strumenti di contrasto alla criminalità in favore dei poteri di coordinamento dei prefetti e delle attività delle forze di polizia. 500mila euro per le province, 125mila euro per ciascuna, a cui si aggiungono 300mila euro per Roma per interventi a sostegno delle forze dell’ordine, nuovi mezzi e strumentazioni adeguate di prevenzione, tra cui sistemi di videosorveglianza delle questure, potenziamento della dotazione informatica ed elettronica, acquisto di auto e moto.


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15 maggio, 2018

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