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Tribunale - Un anno e due mesi al 53enne che lo scorso ottobre ha finto di essere armato per farsi consegnare l'incasso

Colpo in farmacia, condannato il rapinatore “senzatetto”

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

 

Viterbo - La farmacia all'angolo tra via Garibaldi e piazza Fontana Grande

Viterbo – La farmacia all’angolo tra via Garibaldi e piazza Fontana Grande

Viterbo – (sil.co.) – Condannato a un anno e due mesi il senzatetto ospite della Caritas che lo scorso ottobre ha rapinato la farmacia di piazza Fontana Grande.  

Finito sotto processo per rapina aggravata per avere detto “ti sparo” alla vittima, facendogli intendere di avere una pistola in tasca, è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione e 400 euro di multa per tentata rapina invece che a due anni e mille euro di multa per rapina aggravata come chiesto dall’accusa. 

E’ il malvivente di 54 anni arrestato lo scorso 15 ottobre a Viterbo, dopo avere messo a segno un colpo alla farmacia di Piazza Fontana Grande, dove si è presentato verso le 22,30 con la scusa di comprare un medicinale. 

Dopo essere riuscito a farsi consegnare l’incasso, per circa 300 euro, il bandito si è dato alla fuga, inseguito da un altro cliente, cui il farmacista avrebbe fatto un cenno d’intesa, liberandosi del bottino lanciandolo in mezzo alla strada, quando l’uomo gli ha intimato di restituire il denaro, per poi continuare a scappare a piedi nei vicoli più stretti, cercando così di seminare gli agenti delle volanti intervenuti dopo l’allarme, i quali lo hanno bloccato poco dopo. 

“Se il farmacista ha fatto cenno al cliente, che poi era anche un suo amico, di inseguire il rapinatore, vuol dire che non ha creduto fosse armato, altrimenti, d’istinto, non avrebbe messo a rischio la vita di un’altra persona. Il mio assistito, inoltre, ha restituito i soldi nella medesima azione, seppure lanciandoli in aria nella concitazione, per cui il reato non è stato compiuto, ma solo tentato”, ha detto l’avvocato Mezzetti al giudice Silvia Mattei, chiedendo di riqualificare il reato. 

L’uomo, di origine siciliana, senza fissa dimora – con una lunga lista di precedenti, anche gravi, per reati contro il patrimonio – a Viterbo si appoggiava alla mensa e al dormitorio della Caritas diocesana.

Sottoposto immediatamente a perquisizione dopo la cattura, non avrebbe avuto addosso nessuna arma, né altri oggetti atti a offendere. Completamente ubriaco, ai poliziotti avrebbe detto di avere agito spinto dall’alcol e di avere soltanto simulato il gesto della pistola in tasca, per spaventare la vittima e costringerla a consegnargli l’incasso della giornata.

Dopo la convalida dell’arresto, rimesso in libertà, il 54enne è stato raggiunto da un provvedimento emanato dal questore Lorenzo Suraci, che ha sottoposto l’uomo alla misura di prevenzione del rimpatrio nel luogo di residenza con il divieto di ritorno a Viterbo fino al 2020.


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24 giugno, 2018

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