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Tribunale - Tuscania - Parla il giovane che sarebbe stato ricattato dalla ex - Perizia psichiatrica bis per l'imputata

“Dice di avere abortito, ma non ha voluto fare le analisi”

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Viterbo - La procura

Viterbo – Il tribunale

Tuscania – (sil.co.) – Sono incinta, dammi i soldi per abortire”. Ma l’ex fidanzato non ci crede e a fronte di una lunga serie di persecuzioni la denuncia per estorsione, minacce, danneggiamento e calunnia. Era il 2013. 

Della presunta gravidanza, annunciata nell’estate 2012 subito dopo essersi lasciati, non sarebbe stata trovata traccia e lei, per difendersi, si è detta malata di mente come la madre. Il che non le ha risparmiato di finire sotto processo.

Davanti al giudice Silvia Mattei, ieri, hanno testimoniato la presunta vittima, un trentenne di Tuscania; una ginecologa dell’ospedale di Tarquinia, che non ricorda assolutamente la presunta paziente; un’assistenza sociale, dalla quale la giovane avrebbe rifiutato aiuto.

L’imputata oggi trentenne, è stata anche  sottoposta a perizia psichiatrica effettuata dal dottor Alberto Trisolini, del dipartimento di salute mentale della Asl, per verificare se  sia capace di intendere e di volere e socialmente pericolosa.

“Potrebbe avere ereditato dalla madre la malattia di Huntington – aveva già spiegato in aula Trisolini – una delle malattie peggiori che esistono, una rara e gravissima patologia genetica che provoca delirio e allucinazioni”.

Il giudice ieri ha disposto una ulteriore perizia psichiatrica, per la quale il 4 luglio sarà nominato un nuovo perito dal tribunale.

“Un giorno si diceva incinta, un giorno no. Tra noi era già finita. Fino a quando mi ha detto ‘voglio duemila euro per abortire e la storia è finita’, minacciando di sputtanaemi in tutto il paese. Ma siccome non voleva fare le analisi, io gliene ho dati solo 200”.

“Una mattina – ha proseguito –  ha detto che sarebbe andata ad abortire da uno che conosceva, privatamente. Non ha voluto che la accompagnarsi. È tornata dopo tre ore e ha detto che aveva fatto”. “Ma secondo me non è vero. Non è andata da nessuno. Non esisteva nessuno”, ha detto l’ex.

“Ha minacciato di farmi picchiare, dare fuoco al mio casale e incendiarmi le macchine. Una sera mentre suonavo in una piazzetta del centro ri Tuscania con la band mi ha fatto aggredire dal fratello e alalcuni amici. Meno male che c’era tanta gente sennò chissà come sarebbe finita. Mi ha rubato le chiavi dal casaletto delle prove, ripresa dalla videosorveglianza. Ho dovuto cambiare tutte le serrature. Mi telegonava giorno e notte”.

L’ultima beffa sarebbe stata la calunnia: “Ha detto che io l’ho costretta ad abortire mandandola da uno che conosco. Tutto falso”.


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10 giugno, 2018

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