Civita Castellana – “Amalia Voican merita verità e giustizia”. L’avvocato Marco Valerio Verni non ne ha dubbi. “Farò il possibile – dice a Tusciaweb – affinché venga fatta piena luce sulla tragedia”.
Già legale della famiglia di Pamela Mastropietro, la giovane romana uccisa, fatta a pezzi e chiusa in due trolley poi abbandonati nelle campagne di Macerata, ora l’avvocato Verni rappresenta anche i genitori di Amalia Voican, la 21enne scomparsa per due mesi e poi trovata cadavere. In un rifugio improvvisato nel centro della Capitale, con gli animali che per settimane le hanno mangiato il corpo.
Avvocato Verni, a che punto sono le indagini?
“Ho chiesto agli inquirenti di accelerare, per quanto possibile, i tempi dell’autopsia. L’incarico al medico legale dovrebbe essere conferito nelle prossime ore, e poi la mamma e il papà di Amalia verranno sottoposti al triste rito del riconoscimento. Certo, gli indizi che quello sia il suo cadavere sono fortissimi, ma formalmente non è ancora stato riconosciuto. E quei poveri genitori meritano al più presto una risposta. Nel bene e nel male, affinché escano da questo limbo dilaniante”.
La procura di Roma, che sta coordinando le indagini affidate alla polizia, ha già ipotizzato reati?
“No, al momento il fascicolo è contro ignoti e senza ipotesi di reato. Ma io, per conto della famiglia Voican, farò il possibile per capire se sussistano eventuali ipotesi di reato. Ma è fondamentale procedere per gradi, e il primo passo sarà l’esito dell’esame autoptico che dirà come e perché Amalia sia morta”.
Sono almeno due le persone che potrebbero essere coinvolte nella tragedia. Chi ha minacciato di uccidere Amalia se non avesse ricevuto 10mila euro e chi, pare, spacci il rifugio improvvisato in cui la 21enne è stata trovata morta per un ostello. Magari in cambio di soldi. Le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti?
“Su questo c’è il massimo riserbo, ma posso assicurare che le indagini sono a trecentosessanta gradi. E io farò il possibile affinché venga fatta piena luce sulla tragedia”.
Ora su cosa si sta concentrando?
“Sull’ambiente sociale di Amalia. Sto cercando di ricostruire la sua rete di contatti e di amicizie, i suoi ultimi giorni di vita e sto tentando di capire come e perché sia morta. Era una giovane ragazza, una ragazza con grandi aspettative, una ragazza che ora merita verità e giustizia. E il mio impegno, come quello della sua famiglia, sarà massimo. Poi, spezza il cuore sapere che per giorni è stata abbandonata in quel rifugio senza che nessuno abbia chiesto aiuto o si sia preoccupato di allertare le forze dell’ordine. Un’insensibilità che sembra annidarsi sempre più nell’animo umano, e che deve far riflettere tutti”.
Raffaele Strocchia
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