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La tragedia di Amalia Voican - Il padre della 21enne trovata morta dopo essere scomparsa per due mesi parla al settimanale Giallo - L'avvocato della famiglia: "Si indaga per omicidio in conseguenza di altro reato, la ragazza deceduta per intossicazione da alcol e droga" - L'amica: "Messaggi minacciosi dall'ex, le scriveva che l'avrebbe uccisa"

“Qualcuno si è approfittato di mia figlia e le ha fatto del male”

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Amalia Voican

Amalia Voican

Sorin Voican, il padre di Amalia

Sorin Voican, il padre di Amalia

Roma - La casa dove è stato trovato il corpo di Amalia Voican

Roma – La casa dove è stato trovato il corpo di Amalia Voican

Corchiano – “Non posso accettare di non sapere come è morta mia figlia. È passato un anno e non si sa ancora nulla. Voglio la verità. Amalia era una brava ragazza. Era gentile, ma si fidava di tutti. Temo che qualcuno se ne sia approfittato e le abbia fatto del male”. Sorin Voican parla a Giallo, il settimanale che racconta storie, delitti e misteri.

Sorin Voican è il papà di Amalia, la 21enne scomparsa per due mesi e poi trovata cadavere il 2 maggio 2018. In un rifugio improvvisato nel centro della Capitale, con gli animali che per settimane le hanno mangiato il corpo.

“A distanza di quasi un anno – scrive Giallo – c’è il rischio che le indagini sul suo strano decesso vengano archiviate. La famiglia di Amalia Voican chiede, invece, che si continui a indagare per trovare la verità. Teme che la figlia sia stata uccisa, proprio come è accaduto a Desirée Mariottini, la 16enne drogata, violentata e assassinata lo scorso ottobre in un altro stabile dismesso di Roma. Era ritrovo di disperati e tossicodipendenti, proprio come la casa di via Atella dove è spirata Amalia”.

A Giallo il legale della famiglia Voican, l’avvocato Gianluca Fontana, spiega: “La polizia inizialmente ha indagato sulla morte di Amalia pensando a una disgrazia. Ora, però, il fascicolo è per omicidio in conseguenza di altro reato. Sappiamo che sono stati sentiti testimoni, ma non si è arrivati a molto perché la scena del crimine era troppo compromessa. L’ex fidanzato della ragazza, un giovane tunisino, è in carcere per altri reati. È stato interrogato circa la morte di Amalia, ma non sono emersi elementi per indagarlo, anche perché, stando all’autopsia, sul corpo della giovane non c’erano segni di violenza. La sua morte sarebbe avvenuta per un’intossicazione da alcol e droga. La chiave, secondo me, è nei messaggi di minacce inviati da quel giovane tunisino. Le scriveva: ‘Se ti fai vedere ti distruggo la faccia e ti ammazzo’. Quindi, bisogna rileggere tutte le carte del caso e approfondire in particolare il rapporto tra Amalia e tale Antonella, legata al delitto di Desirée. Queste sono le strade da percorrere per arrivare a capire come è morta Amalia Voican”.

Oggi la 21enne riposa in Romania. È il suo paese natale, ma aveva vissuto anche a Corchiano e a Civita Castellana. Stanche di aspettare e a chiedere a gran voce risposte, ci sono anche le sue amiche. Romina Cecora su tutte, che ha sporto la denuncia di scomparsa per poi rivolgersi alla trasmissione di Rai 3 Chi l’ha visto? per ritrovare Amalia.

“Io e Amalia stavamo sempre insieme, sia da piccole che da adolescenti – racconta Romina a Giallo -. Fin quando è rimasta in paese era una ragazza dolce, con tanti sogni. Tutto è cambiato quando è andata a Roma. Ci telefonavamo ogni tanto, ma non ci siamo viste per un lungo periodo. Io ho avuto una bambina ed ero impegnata a fare la mamma. Amali è venuta a trovarmi il 18 febbraio 2018 proprio per conoscere mia figlia. Quella è stata l’ultima volta che l’ho vista. Mi ha raccontato che stava vivendo un momento difficile. A causa di amicizie sbagliate, fatte nei quartieri di San Giovanni e di San Lorenzo a Roma, era finita nel tunnel della droga. Viveva ospite di alcune ragazze e mi fece il nome di Antonella Fauntleroy, che poi ho scoperto essere stata arrestata per il delitto di Desirée Mariottini. Mi confidò che voleva dire addio a quella vita e ricominciare da capo. Dopo due mesi interi senza avere sue notizie, ho cominciato a preoccuparmi. Nello stesso periodo, era la metà di aprile 2018, mi hanno contattato anche i genitori di Amalia, preoccupatissimi perché non riuscivano a sentirla. Prima di sparire aveva confidato a sua madre e suo padre che l’ex fidanzato tunisino le aveva mandato alcuni messaggi minacciosi. Me li fecero leggere. Erano messaggi terribili. Diceva che l’avrebbe uccisa”.


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2 maggio, 2019

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