Viterbo – “Finché non si tocca il bordo della vasca la partita non è vinta”. Il riferimento è al ballottaggio elettorale Arena-Frontini per la carica di primo cittadino del 24 giugno.
Parola di Paolo Barelli, campione di nuoto, deputato di FI, presidente della federazione italiana e della lega europea del nuoto. Ospite, ieri sera, di Tusciaweb assieme al candidato sindaco Giovanni Arena. Intervistati entrambi dal direttore Carlo Galeotti.
“L’emulazione nello sport è tutto – ha detto Barelli – soprattutto per il nuoto. Un tempo andare in finale era un sogno, il risultato più importante. Oggi che alle olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 abbiamo portato a casa 8 medaglie, primi come federazione, molti ragazzi hanno preso esempio e si sono avvicinati alla nostra disciplina. Una grande spinta. Adesso ci aspettano i campionati europei di Barcellona e Glasgow”.
Nonostante ciò, non è tutto oro ciò che luccica. “Siamo ottimisti ma prudenti – ha detto Barelli -. Il successo alle olimpiadi di Rio va mantenuto. Ed è soprattutto merito di un sistema che la federazione ha messo in campo in questi anni. In mezzo a mille difficoltà. Una su tutte, le società sportive non hanno risorse economiche per raggiungere tutti i risultati necessari per garantire questo trend. E la cosa non è da poco”.
Non è di certo come il calcio. Lì i milioni di euro volano. Nel nuoto no. Si va avanti giorno dopo giorno, affrontando anche lutti terribili come la morte di Noemi Carrozza, 21 anni, campionessa di nuoto sincronizzato. Stava attraversando Ostia nel primo pomeriggio quando ha perso il controllo del motorino ed è stata sbalzata di sella finendo sull’asfalto. Aveva partecipato ai mondiali di nuoto di Baku, in Azerbaigian, nel 2015 e aveva rappresentato l’Italia ai giochi europei e ai mondiali juniores. “Una notizia drammatica – ha commentato Barelli -, un lutto per tutto il nuoto italiano”.
Paolo Barelli ha debuttato ai giochi olimpici nel 1972 nella staffetta 4 x 100 metri stile libero. L’anno dopo ha vinto il suo primo titolo italiano. Convocato poi ai mondiali di Belgrado, ha disputato la finale della 4 x 100 metri stile libero. Finalista nel 1974 in tutte le staffette ai campionati europei di Vienna, ha vinto cinque campionati italiani. Ai mondiali di Cali del ’75 ha vinto la medaglia di bronzo con la staffetta 4 x 100 metri stile libero. Assieme a lui Roberto Pangaro, Claudio Zei e Marcello Guarducci. Due ori e un argenti anche ai successivi giochi del Mediterraneo. Finalista ai giochi di Montréal del ’76. Ha stabilito 23 primati italiani tra 100 metri farfalla, 200 metri misti e tre staffette.
Barelli ha visto con i suoi occhi l’assalto del gruppo terroristico palestinese di Settembre nero ai giochi di Monaco del 1972, quando un commando fece irruzione nel villaggio olimpico sequestrando, prima, e uccidendo, poi, 11 atleti israeliani. Per rappresaglia, il governo israeliano di Golda Meir diede il via libera per l’eliminazione, avvenuta nel corso degli anni successivi, di 11 esponenti del terrorismo palestinese.
“Eravamo molto vicino agli alloggi degli atleti israeliani – ha detto Barelli ricordando Monaco ’72 -. L’assegnazione delle palazzine dove dormivamo era stata fatta per ordine alfabetico. Israele, Italia… Stessa lettera dell’alfabeto. All’inizio non capimmo subito quello che stava succedendo. Poi tutto fu chiaro. Era un’epoca diversa dalla nostra. C’erano pochi controlli. Oggi, quando c’è una competizione internazionale, siamo tutti sotto controllo”.
Paolo Barelli è ancora oggi un colosso. Stretta di mano possente, linguaggio spigliato, distinto nei modi, elegante nel vestire. “Alla redazione con affetto”, scrive libro degli ospiti di Tusciaweb a fine intervista.
A proposito di politica, esprime invece preoccupazione, rispetto al governo Conte appena entrato in carica. “La Lega è solida e protagonista – spiega -, il Movimento 5 stelle non sembra avere una squadra capace di fare sistema. Come cittadino e padre spero che riescano a portare a casa tutti i risultati che si sono prefissi. Come politico, ho i miei dubbi e sono preoccupato”.
Per quanto riguarda il ballottaggio, che vede in campo Giovanni Arena contro Chiara Frontini, il suggerimento di Barelli al candidato del centrodestra viterbese è chiaro. “Fino a quando la gara non è finita bisogna impegnarsi. Fino all’ultimo. Fino a toccare il bordo della vasca”. Ricorda inoltre quando Giovanni Arena era assessore al comune di Viterbo, fine anni ’90, e la Federazione italiana nuoto propose il progetto per la piscina comunale: “Fu Giovanni il sostenitore più agguerrito”. E alla fine la piscina s’è fatta.
Accanto a Barelli, Arena sottolinea subito: “Sono laureato in scienze motorie, professore al liceo classico per molti anni. La sensibilità sul tema sport dunque c’è”. E poi sulla piscina comunale. “È stata un’opera meritoria che ha rappresentato un punto di riferimento per tutta la provincia. Se diventerò sindaco, verificherò subito che ci sia una gestione corretta e che i corsi possano riprendere nel più breve tempo possibile”.
Dal nuoto al calcio. Due gli obiettivi. La serie B e l’impianto di calcio. Minimo comun denominatore, Piero Camilli, patron della Viterbese. “Uno di noi”, direbbe la tifoseria. “Uno che è difficile trovare”, aggiunge Arena. Nel bene, per poco non porta la città nel campionato cadetto, e nel “male”, si fa per dire, visto il carattere non sempre semplice dell’uomo. “Sono convinto che Camilli il prossimo anno metterà più impegno e più grinta per raggiungere la serie B”, ha sottolineato Arena.
Infine, l’impianto sportivo. “Devo verificare prima – ha concluso il candidato Arena – la possibilità di fare nuovi mutui”.
Daniele Camilli
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