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Tribunale - Due anni per un motorino malridotto a un viterbese sospettato di avere rubato una supermoto

Assolto per il furto di una moto da 7mila euro, condannato per un vecchio scooter

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Assolto dall’accusa di avere rubato una preziosa moto da trial del valore di oltre settemila euro, viene comunque condannato. A due anni per ricettazione, perché sorpreso a bordo di un vecchio motorino senza documenti. Anche se non è stato possibile risalire al furto. 

Due anni. Non per la super moto, ma per la presunta ricettazione di uno scooter malridotto, presumibilmente rubato, a bordo del quale l’imputato viaggiava quando è stato fermato dai carabinieri, che dopo poche ore erano già sulle tracce del presunto ladro di una Montesa Honda Trial.

Sul banco degli imputati un viterbese. Era un giovedì, il 23 aprile 2015, come ha spiegato al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone la vittima, un 58enne residente sulla Cassia Sud, nell’abitazione dove è stato perpetrato il furto.

“La moto – ha detto in aula la parte offesa – è stata ritrovata il giorno stesso dai carabinieri e non ci sono dubbi che fosse la mia, perché di moto Montesa Honda Trial a Viterbo ce n’era solo una e io ero il proprietario. E poi era modificata. L’avevo personalizzata, cambiando le gomme, le pedane. Il manubrio originale era nero, io lo avevo sostituito con uno rosso porpora. Insomma, era una moto inconfondibile”.

Valore oltre settemila euro. Scattato l’allarme sono entrati in azione i carabinieri del comando provinciale, che in strada Volpara hanno fermato il sospetto a bordo di uno scoooter Scarabeo col numero di telaio abraso e il blocco accensione rotto. Dei documenti del motorino nessuna traccia. 

“Non risultando un proprietario, tutto faceva desumere che il ciclomotore fosse provento di furto, anche se non siamo riusciti a risalire a nessuna specifica denuncia perché di Scarabeo nella Tuscia ne sono stati rubati a centinaia e il numero di telaio era completamente abraso. Il fermato, però, ha fatto delle ammissioni per cui abbiamo sviluppato le indagini e siamo risaliti a un altro viterbese a casa del quale abbiamo trovato la moto rubata che lo stesso avrebbe pagato all’imputato”, ha detto il maresciallo Angelo Ciardiello del nucleo investigativo, che ha condotto l’operazione sfociata nella denuncia a piede libero dell’uomo per furto aggravato e ricettazione. 

L’acquirente della moto è finito a sua volta sotto processo per ricettazione, ma il procedimento è ancora in corso e, anche se citato come teste, sarebbe stato consigliato dal difensore di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’imputato, difeso dall’avvocato Cinzia Luperto, si è avvalso a sua volta della facoltà di non farsi interrogare.

Ergo, non è emersa la prova che sia stato l’imputato a rubare il Montesa Honda dall’abitazione sulla Cassia Sud. Il che non ha impedito al pm Franco Pacifici, nel chiedere l’assoluzione per il furto della moto, di chiedere la condanna a otto mesi e 600 euro di multa per la ricettazione dello scooter. Più severo il collegio, che ha inflitto all’imputato in primo grado due anni di reclusione, anche se col beneficio della sospensione condizionale della pena. 

Per la difesa non è emersa nemmeno la prova della ricettazione dello scooter: “Non è detto che lo Scarabeo sia stato rubato, poteva essere anche provento di appropriazione indebita o truffa”. Elementi buoni per ricorrere in appello. 


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19 luglio, 2018

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