Roma – Trentuno arresti e sei ricercati dopo l’operazione “Gramigna”, condotta nella notte dai carabinieri tra Roma e le province di Reggio Calabria e Cosenza contro il clan Casamonica.
L’imponente blitz è stato eseguito dal comando provinciale di Roma, dopo un’indagine curata dalla direzione distrettuale antimafia della capitale, e ha visto coinvolti 250 militari, unità cinofile e un elicottero.
I fermati sono ritenuti responsabili, in concorso fra loro e con ruoli diversi, di aver costituito un’organizzazione dedita a traffico di droga, estorsione, usura e concessione di finanziamenti illeciti, per un totale di 55 capi d’imputazione. Reati che sarebbero stati commessi con l’aggravante del metodo mafioso.
A capo del clan, secondo gli inquirenti, sarebbe Giuseppe Casamonica, recentemente uscito dal carcere dopo circa 10 anni di detenzione. Tra gli arrestati anche l’ex campione del mondo di pugilato Domenico Spada, membro dell’omonima famiglia con base a Ostia.
Il gruppo avrebbe la sua roccaforte nel quartiere Appio-Tuscolano, con fulcro a Porta Furba, e ramificazioni fino al litorale ostiense. Secondo il giudice per le indagini preliminari Gaspare Sturzo, si tratterebbe di “una consorteria mafiosa di estrema pericolosità”.
Fondamentale per l’opera dei magistrati la deposizione di due pentiti, uno dei quali avrebbe paragonato l’operato del clan dei Casamonica a quello di una “famiglia di ‘ndrangheta potente”.
Oltre ai fermi, l’operazione dei carabinieri ha portato al sequestro di numerosi beni materiali: una discoteca a Testaccio, un ristorante al Pantheon, un centro estetico sulla Casilina, una palestra a Marino, quattro alloggi popolari e poi automobili e conti correnti.
Tra le presunte vittime di usura ci sarebbero anche il conduttore radiofonico Marco Baldini e il figlio del regista Franco Zeffirelli.
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