Bassano Romano – Ventotto anziani in una casa di riposo nelle campagne della Tuscia senza nemmeno un operatore sociosanitario, ma in compagnia dei soli addetti alle pulizie.
Era il 12 agosto 2013 fa quando i carabinieri del Nas riscontrarono gravi irregolarità all’interno della struttura, situata nel territorio del comune di Bassano Romano, denunciando a piede libero la titolare, per la quale il processo si è chiuso nei giorni scorsi davanti al giudice Giacomo Autizi con la prescrizione.
Secondo l’accusa, non ci sarebbe stato abbastanza personale e la casa di riposo avrebbe anche ospitato quattro anziani non autosufficienti senza averne titolo.
“Abbiamo scoperto che c’erano 28 anziani e nemmeno un operatore socio sanitario, ma solo il personale della cooperativa che si occupava delle pulizie, della cucina e della lavanderia”, ha spiegato durante il processo, entrato nel vivo lo scorso aprile, il maresciallo del Nas che prese parte al blitz sfociato nella denuncia dell’amministratrice.
“Poi abbiamo visto due letti con le sponde anticaduta e scoperto quattro anziani non autosufficienti, uno dei quali in carrozzina, e altri tre parzialmente non autosufficienti”, ha proseguito.
Informata la Asl, sono seguite due lettere in cui si consigliava di trasferirli in strutture adeguate. Sollecitato dal difensore Giuliano Migliorati il maresciallo ha spiegato anche come fosse una struttura pubblica ex Ipab gestita dalla Regione Lazio.
“Successivamente al nostro controllo, la normativa è cambiata e oggi avrebbe potuto ospitare anche gli anziani non autosufficienti, con un’assistenza medica e infermieristica adeguata. Ma cinque anni fa non era così”, ha concluso il militare.
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