Capranica – Ondata di furti in case, cantine e locali commerciali a Capranica, a processo per ricettazione due fratelli e un terzo imputato, traditi da una soffiata.
L’escalation di colpi risale alla primavera di tre anni fa, tra marzo e aprile del 2015. Il 5 marzo la razzia più redditizia, ai danni di un bar nel cuore del centro storico, il cui titolare è stato sentito ieri dal giudice Giacomo Autizi.
Del furto si è accorto all’alba del giorno successivo. “Il locale era tutto sottosopra. I ladri erano entrati dal laboratorio sottostante, scardinando i ferri e rompendo un vetro. mancavano il registratore di cassa, una stampante, un computer, due televisori. Poi avevamo portato via tutto il cibo da una vetrina, tra cui molti tramezzini, e chili di caffè appena comprato che si trovavano nel magazzino”.
Il 10 maggio i carabinieri della locale stazione, su suggerimento di una fonte confidenziale, fecero un blitz in un appartamento al terzo piano di uno stabile fatiscente al centro del paese e nella cantina sottostante, dei fratelli attuali imputati, trovando parte del bottino, il registratore di cassa distrutto e la stampante.
“L’appartamento e la cantina sono gli stessi della banda dei furti al Todis del 2013 – ha spiegato in aula uno dei militari intervenuti – all’interno, oltre agli oggetti asportati dal bar, trovammo anche quattro copertoni di Porsche, cassette con attrezzi da lavoro e il bottino di un altro colpo grosso, messo a segno in tabaccheria: scatole di latte di olio per gli accendini, cartine e filtri per le sigarette. Poi andammo a casa del terzo sospetto, che viveva coi genitori, e trovammo un televisore 39 pollici, anch’esso rubato”.
Si torna in aula il 4 marzo.
Silvana Cortignani
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