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Tribunale - Civita Castellana - L'accusa ha chiesto un anno e mezzo per maltrattamenti in famiglia - Lui era convinto che l'ormai ex lo tradisse: "Aveva un altro"

Picchia la moglie che chatta al computer, se la cava con una multa

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Civita Castellana – Accecato dalla gelosia picchia la moglie sorpresa a chattare al computer, se la cava con una multa di 309 euro per le percosse. “Tanto sono cornuto”, sarebbe stata una frase ricorrente nel menage della coppia. 

L’accusa aveva chiesto per l’uomo, un 52enne del comprensorio di Civita Castellana, un anno e mezzo di reclusione e 400 euro di multa contestandogli il reato di maltrattamenti in famiglia. Ma la condanna è arrivata per il solo episodio della chat. 

Nel corso del matrimonio, secondo l’accusa, avrebbe puntato alla gola della moglie un coltello da cucina, l’avrebbe minacciata davanti ai figli con una bottiglia, avrebbe tenuto un cappio a portata di mano nello sgabuzzino. 

Sul banco degli imputati un marito talmente geloso della compagna da essere tuttora convinto che la moglie (diventata nel frattempo ex) all’epoca dei fatti, nell’estate del 2011, da almeno un anno lo tradisse. “Puttana, stai chattando”, le avrebbe detto mentre l’aggrediva.

Alla donna e alla suocera, intervenuta in soccorso della figlia, avrebbe urlato “zoccole, puttane, mignotte”. 

“Aveva un altro dal 2010”, ha ribadito venerdì scorso, convinto, al giudice Silvia Mattei, spiegando la furibonda reazione avuta scoprendola su Facebook, rientrando a casa con il figlio.  “C’è stata una discussione e lei è uscita, ma dopo un quarto d’ora è tornata con la madre e con lo zio, dicendo che l’avevo menata, ma io non l’ho toccata”, ha insistito l’imputato. 

Secondo l’accusa, invece, l’avrebbe anche minacciata: “Ti ammazzo, ti butto dalla finestra”. 

Fatto sta che il giorno dopo l’episodio, avvenuto il 6 agosto di sette anni fa, la moglie ha fatto le valigie e si è rifugiata a casa della suocera, testimone al processo contro l’ex genero.

Parte civile la presunta vittima, secondo la quale l’ex marito non le avrebbe più dato una lira. La donna ha chiesto un risarcimento per i maltrattamenti subiti, che però le è stato negato a fronte dell’assoluzione e della riqualificazione del reato in percosse. 

 

 


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15 ottobre, 2018

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