Viterbo – Rapinatori armati in fuga col bottino sull’Autosole, erano tre gli agenti della polizia stradale di Viterbo tra i nove che martedì 2 ottobre hanno bloccato la vettura a bordo delle quale stavano scappando verso la capitale tre pericolosi malviventi romani, tutti pluripregiudicati, della zona di Tor Bella Monaca, che poco prima, travestiti da finanzieri, avevano assaltato un ufficio postale di Spoleto, facendosi consegnare ventimila euro.
In manette sono finiti G. V., 58 anni, P. A., di 47 anni, e C. F., di 49 anni. I tre tra maggio e luglio scorso avevano finito di scontare il regime detentivo e, dunque, si sarebbero rimessi subito in azione.
A tradire i malviventi, che avevano cambiato l’auto con una pulita dopo il colpo, sarebbe stato un testimone che, insospettito nel vedere il terzetto scambiare le targhe delle vetture, montando targhe polacche, avrebbe scattato delle foto e dato l’allarme.
In breve la vettura è stata intercettata dalle pattuglie della polizia stradale di Viterbo, Terni, Orvieto e Roma Nord.
Due pattuglie sono rimaste in coda mentre gli altri equipaggi, più avanti, hanno fatto rallentare il traffico attuando la così detta “sacca corta”. Arrivati al chilometro 518 dell’Autostrada del Sole, l’auto è stata quindi accerchiata dagli agenti e i rapinatori arrestati.
A bordo, la polizia ha trovato un distintivo della guardia di finanza, un taglierino, berretti per travisarsi, un lampeggiante e soprattutto, nascosta all’interno di un marsupio, una pistola pronta all’uso, con il colpo in canna, risultata rubata a una guardia giurata nel corso della rapina del furgone portavalori messa a segno lo scorso primo giugno a Roma.
La pistola, che non aveva la matricola abrasa per cui è stata immediatamente identificata, era una di quelle rubate ai tre vigilantes minacciati e immobilizzati durante l’assalto al portavalori della Sipro, nel piazzale antistante il supermercato Doc Market di via Aurelia, che il primo giugno ha fruttato a quattro rapinatori armati fino ai denti un maxibottino da oltre un milione e mezzo di euro.
I banditi stringevano in pugno fucili a pompa e persino una bomba a mano. I quattro avevano aspettato l’obiettivo, carico di soldi da portare agli uffici postali per pagare le pensioni, asserragliati in un Fiat Doblò con targa romena.
Identico il modus operandi. Il primo giugno uno dei malviventi indossava una pettorina con scritto “polizia”, durante la rapina a Spoleto si sono travestiti da finanzieri, mostrando anche un tesserino con la scusa di una verifica. In entrambe le occasioni, inoltre, hanno montato targhe estere sulle vetture usate.
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