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Tribunale - Fabrica di Roma - L'uomo sarebbe stato preso a bottigliate nel locale - A processo per stalking e lesioni un settantenne - Imputato anche il figlio

Barista perseguitata da avventore: “Ha picchiato il mio compagno…”

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Fabrica di Roma – (sil.co.) – Cara le sarebbe costata la confidenza data a un avventore nel locale di Fabrica di Roma dove faceva la barista. Sarebbe stata perseguitata da un cliente settantenne, che a forza di piombarle sul luogo di lavoro le avrebbe fatto perdere il posto.

Vittima una barista e il suo compagno. Quest’ultimo, picchiato dall’anziano solo perché aveva preso le difese della donna, sarebbe stato preso a bottigliate in testa dall’anziano nel locale, finendo in ospedale con una prognosi di venti giorni. Complice il figlio quarantenne, che il giorno dopo l’aggressione e l’intervento dei carabinieri avrebbe minacciato la barista: “E’ colpa tua se mio padre si è ridotto così, ti faccio perdere il lavoro”.

Padre e figlio, imputati a vario titolo di stalking, minacce e lesioni aggravate, difesi dall’avvocato Marco Borrani, sono sotto processo davanti al giudice Elisabetta Massini, mentre la coppia si è costituita parte civile.

Ieri, alla prima udienza, è stata ascoltata la barista, assistita dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli.

“Il mio compagno è stato aggredito verso le cinque del pomeriggio del 25 novembre 2015 – ha raccontato – il settantenne gli ha dato una bottigliata sul viso, facendolo cadere per terra all’indietro, poi gli si è seduto sopra e lo ha preso a pugni, tanti pugni, mentre era incosciente”.

Il giorno dopo il figlio si sarebbe recato nel locale, insultandola, dandole la colpa dei guai del padre e minacciandola di farle perdere il posto: “Poco dopo il titolare del bar mi ha licenziata, così ho perso il lavoro proprio a dicembre, nel periodo delle feste di Natale”.

Al giudice ha spiegato che padre e figlio erano due clienti abituali del locale dove lavorava, con cui sia lei che il compagno avevano familiarizzato da un paio d’anni.

“Era nata un’amicizia, il settantenne spesso ci dava passaggi a casa oppure al supermercato. Poi, negli ultimi tempi, aveva cominciato a farsi più insistente, veniva sempre al bar e se non c’ero mi cercava, chiedeva dove fossi, me lo sentivo addosso, era diventata una persecuzione. Quel pomeriggio ha preso a bottigliate il mio compagno solo perché gli aveva detto di smetterla di importunarmi”. 

E’ finita col settantenne accusato di stalking alla donna e lesioni personali aggravate nei confronti del compagno, e il figlio di minacce. 

Il processo riprenderà il prossimo 25 marzo, quando saranno sentiti altri testimoni dell’accusa. Il giudice ha fissato anche le successive due udienze, il 27 maggio e il 1 luglio, per completare l’istruttoria. 

 


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13 novembre, 2018

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