Fabrica di Roma – Sulla carta un’elegante residenza per anziani immersa nel verde delle campagne di Fabrica di Roma. Nella realtà un ospizio senza i requisiti, che avrebbe ospitato anche anziani totalmente non autosufficienti.
Per questo la titolare della struttura, difesa dall’avvocato Giorgio Natoli del foro di Roma, è finita sotto processo davanti al giudice Elisabetta Massini. Ma siccome, nel frattempo, dal blitz dei carabinieri del Nas sono passati oltre otto anni è finita con la prescrizione, senza colpevoli né innocenti.
A scoprire le presunte irregolarità della casa di riposo furono i militari del Nas il 12 ottobre 2010.
All’interno della struttura avrebbero trovato 13 anziani e non 12 come previsto, tre dei quali in carrozzina e due sdraiati sui divani.
Niente personale specializzato – secondo quanto riferito in tribunale da uno dei carabinieri che presero parte all’ispezione – ma solo due dipendenti che sarebbero state contemporaneamente addette alle pulizie, alla somministrazione del cibo e all’assistenza e cura delle persone, senza alcun titolo specifico.
Non una residenza di tipo alberghiero, per persone autosufficiente o parzialmente non autosufficienti, ma una vera e propria Rsa. Nonostante venisse pubblicizzata come “piccola comunità alloggio, di tipo familiare, per far sentire gli ospiti come a casa propria, in un contesto protetto e sicuro”.
Sul posto intervennero anche un fisiatra e un’assistente sociale della Asl di Civita Castellana, secondo i quali 4 anziani su 13 avrebbero sofferto di patologie non compatibili con la struttura, necessitando dell’assistenza di personale medico-infermieristico e di rapporti con la Asl e i servizi territoriali, che invece non c’erano.
Silvana Cortignani
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