Berlino – “Grazie. Eh beh in effetti sono l’unico albanese che viene accolto con un applauso”. Antonio Albanese si presenta con una battuta, che è un segno dei tempi. Facendo ingresso tra gli applausi scroscianti del pubblico dell’Italian Film Fest Berlin. E riempiendo l’intera platea della sala più grande del Kulturbrauerei. L’attore, introdotto dal critico cinematografico Enrico Magrelli, è entrato per salutare gli spettatori, raccontarsi e rispondere a domande.
Il suo grande successo riflette la sua grande capacità interpretativa. La sua empatia di uomo e di artista. Come attore, regista, comico, cabarettista, imitatore e scrittore. I ruoli da lui interpretati negli anni hanno impersonato diverse tipologie di personaggi. Da Epifano, Alex Drastico, il telecronista ballerino Frengo e Stop, Pier Piero il giardiniere gay e interista di Berlusconi fino a Cetto la Qualunque. Disegnando uno spaccato, sarcastico ma molto realista infondo, di diverse realtà italiane. Al di là di un quadro ironico e talvolta dissacrante, Albanese ha sdoganato la tipicità di un malcostume lascivo di molti ambienti italiani appartenenti ai tempi odierni. Dove spesso non esiste più imbarazzo alcuno per qualsiasi operato di disonestà. Dove regna prepotente e opulenta l’arroganza del potere.
Qualsiasi esso sia e da qualsiasi persona venga detenuto. Dove viene premiata l’ignoranza come principio cardine del successo. Evidenziando e sottolineando, con lo stile appositamente esasperato dei suoi personaggi, una ironica e divertente denuncia di molti atteggiamenti di corruzione senza vergogna, a livello sia umano che politico. “Cetto la Qualunque ormai è un moderato – ha affermato l’attore, tra le risate del pubblico, raccontando di uno dei suoi personaggi più conosciuti – ormai è stato davvero superato dalla realtà”.
La simpatia e l’ironia di Albanese hanno accolto molto calorosamente un pubblico di italiani e tedeschi davvero numeroso. Disponibile e sorridente, l’attore si è prestato ai suoi ammiratori, con fare divertente e ammiccante. Per fotografie, autografi e saluti. Un vero professionista, affabile e divertente. Che resterà a Berlino anche per la proiezione di Come un gatto in tangenziale, prevista per oggi sabato 10 novembre. Data in cui il film verrà presentato anche alla presenza del regista Riccardo Milani insieme alla moglie, Paola Cortellesi, coprotagonista insieme ad Albanese.
Contromano, il film presentato a Berlino venerdi 9 novembre, nella seconda serata del festival di Mauro Morucci, è l’ultima opera cinematografica dove Albanese ha lavorato non solo come attore ma, per la quarta volta, anche come regista. Tratta con delicatezza il tema dell’immigrazione.
“Questo film è un racconto – ha detto l’artista -. E’ il mio desiderio di vedere, da spettatore, una storia su certi argomenti, trattata con un pizzico di tenerezza. Una storia gentile e delicata. Dove si cerca di far incontrare questo uomo con questo straniero e con il desiderio di far partire un dialogo. E grazie a questo viaggio far emergere la gioia di vivere”. Poi ha aggiunto “Lo reputo uno dei lavori più trasgressivi che ho fatto. E di cose strane ne ho fatte eh”.
Il ruolo interpretato dall’attore è quello di un uomo terribilmente abitudinario. Che chiuso nel suo piccolo mondo, intento a curare esclusivamente i propri quotidiani interessi routinari, vede nel cambiamento, nella novità così come negli immigrati, una invasione. Una grande minaccia per i propri equilibri. Fino a escogitare personali pianificazioni di soluzioni assurde. Delineando un tracciato di umanità debole, precaria e dettata dalle paure. Condotto, come al solito, egregiamente dall’interpretazione dell’attore.
“L’uomo che interpreto – ha sottolineato Albanese – è un uomo vittima ma anche un personaggio drammatico. Spaventoso. Asessuato. Che passa tutta la vita in questo bugigattolo. Costretto a vivere in questi angoli retti. Un uomo che è una linea. E’ oppresso. Solissimo. Tra l’altro è un personaggio reale. Che esiste. Io osservo le persone. Amo lavorare sui particolari sui gesti delle persone. Mi piace, faccio l’attore”. Infine, ha aggiunto chiudendo “Questa è una commedia che parla di qualcosa con cui facciamo i conti tutti i giorni. Però è anche un film che denuncia un paradosso. Tratta un tema importante. Ma noi non vogliamo rappresentare la politica. Io rappresento la politica come Polifemo sta allo strabismo”.
Valeria Conticiani
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