Roma – Vittorio Sgarbi è “indignato”, dopo che la procura di Roma lo ha indagato per aver autenticato, secondo gli inquirenti, alcune opere false attribuite a Gino De Dominicis, artista marchigiano morto nel 1998 e tra i più importanti autori dell’arte italiana del secondo dopoguerra.
“Quelle opere sono tutte vere, ne sono assolutamente sicuro – dice Sgarbi a Tusciaweb -. Mi hanno indagato perché, secondo loro, ho certificato l’autenticità di opere pur sapendo che, in realtà, erano false. Se sono uno scemo e non mi accorgo che sono contraffatte, me lo si può anche dire. Ma non sono coglione al tal punto che autentico opere pur sapendo che sono false”.
Sgarbi si dice “indignato. Perché – spiega -, oltre a considerarmi colpevole, pensano che sia un coglione. Questa è un’indagine senza senso, che può essere chiusa anche ora. Le opere di De Dominicis, infatti, hanno meno di cinquant’anni, sono prive di qualsiasi interesse e non rientrano nel patrimonio nazionale. Vere o non vere, non sono tutelate da nessuno”.
Sgarbi, che attualmente è anche sindaco di Sutri, è presidente della fondazione Archivio Gino De Dominicis. “Era un mio grandissimo amico – sottolinea il critico d’arte -, e autentico le sue opere perché sono un esperto. Gli inquirenti hanno messo in dubbio pure la veridicità di un’asta donata dallo stesso De Dominicis. È stato lui a portarmela a casa, di persona. Insomma i carabinieri di Roma hanno sequestrato opere vere senza individuare un falsario, e un magistrato gli ha dato corda. Totalmente inesperta d’arte, la denuncerò per diffamazione. I carabinieri di Roma hanno sequestrato opere autentiche in nome della seduzione amorosa di una persona che si è ritenuta l’unico erede e ha deciso di togliere la potestà di giudizio mia e di altri. È stata messa in discussione la mia libertà di giudizio, e per questo farò un’interrogazione parlamentare”.
Per Vittorio Sgarbi, “non esistono falsi di De Dominicis. Le sue opere – conclude – non si vendono e non valgono nulla. Non è mica De Chirico o Morandi. Perché avrei dovuto falsificare le opere di uno sconosciuto?”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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