Viterbo – Un intero paese racchiuso nelle stanze di Palazzo dei Papi… E’ questa la sensazione che si ha nel visitare il presepe coperto più grande del mondo allestito al Caffeina Christmas village dal 23 novembre al 6 gennaio.
Fotocronaca: Il suggestivo presepe a Palazzo dei Papi
850 metri quadrati su due piani con oltre 100 statue più quelle degli animali e più di 150 scene da riprodurre. Quintali di paglia stesi e migliaia di puntine attaccate per i tendaggi. E poi mobili, vesti, piatti, attrezzi. Ogni oggetto messo esattamente nel posto in cui l’immaginazione lascia spazio alla realtà.
Ogni dettaglio è curato alla perfezione. Mai lasciato al caso, grazie a un lavoro senza sosta di professionisti e volontari che si sono messi a disposizione per renderlo possibile.
All’ingresso si è pronti per quella che è più di una semplice visita, ma una vera “avventura esistenziale”. Svetta il campanile, perché si è alle porte del paese. Tra i vicoli si passa di fronte alle attività degli artigiani intenti nei loro lavori. Il forno del panettiere, l’oste e chi si occupa dei tessuti. Poi le stalle e il pollaio con le galline e non molto lontano una piccola cappella di campagna con un uomo che prega sui banchi.
Si attraversa il ponte levatoio che, da un lato, ha un mulino ad acqua e dall’altra una donna intenta a lavari i panni. Al piano di sotto un vero paese, con un quartiere che ricorda quelli napoletani. A realizzarlo, insieme al resto, ci ha pensato Maria Rita De Alexandris che, nel farlo, ha messo tutto il suo amore per questa terro. Ci sono i tamburelli e i panni stesi. Si tratta di mutandoni rosa e altri pezzi pregiati ricamati a mano che sono appartenuti ai bisnonni del marito e che fanno parte del corredo. Poi mazzi di peperoncini e il pollo attaccato al balcone come nelle commedie di Eduardo.

Con lei, oltre a falegnami, elettricisti, tecnici, anche due volontarie Nadia Marozza e Paola Molinari che con pazienza hanno attaccato ogni tenda puntina per puntina. Scandagliando ogni centimetro delle stanze del palazzo.
Attraverso l’antro della maga si arriva quindi al suq, un vero mercato per lo scambio delle merci, si può ammirare tra gli angoli del paese una balestra dell’800 fedelmente riprodotta. Fare un passaggio nella casa dei poveri che si contrappone alla stanza dei ricchi, raccolti intorno a un tavolo con vesti curate e preziose.

La vista della natività lascia a bocca aperta. L’atmosfera eè raccolta e illuminata dalla stella cometa che affaccia su un corso d’acqua in cui c’è un pescatore sulla barca con alle spalle una suggestiva cascata.
Si arriva così alle porte della città con un mulino a vento e il carrettiere che salutano i visitatori e concludono questo affascinante e mistico viaggio.
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