Cosenza – Obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore per Mario Oliverio.
Il governatore Pd della Calabria è al centro di un’indagine della procura antimafia di Catanzaro, che lo accusa di abuso d’ufficio per aver preso parte a un sistema di appalti pubblici pilotati in favore di ditte ricollegabili a clan mafiosi nella provincia di Cosenza.
Secondo i magistrati, Oliverio avrebbe agevolato l’attività di un imprenditore già arrestato in passato per rapporti con la ‘ndrina Muto di Cetraro e oggi nuovamente in manette.
Nello specifico, il governatore avrebbe “barattato” la concessione di un finanziamento extra alla ditta in odor di mafia in cambio del rallentamento dei lavori in corso su un’altra opera pubblica, voluta da un’amministrazione di centrodestra.
Questa mattina la Guardia di finanza è entrata nel palazzo del governo della regione e ha effettuato perquisizioni e sequestri in numerosi uffici, tra cui quello della presidenza. Il procuratore Nicola Gratteri ha parlato di “ennesimo fallimento della ricostruzione della Calabria, che continua a essere, purtroppo, l’Africa del Nord”.
Oliverio ha affidato la sua replica a un post su Facebook, nel quale ha annunciato lo sciopero della fame “di fronte ad accuse infamanti”.
“L’opera oggetto d’indagine – ha scritto il governatore della Calabria – non è stata appaltata nel corso della mia responsabilità alla guida della regione. Quanto si sta verificando è assurdo. Non posso accettare in nessun modo che si infanghi la mia persona e la mia condotta di pubblico amministratore. Chiedo chiarezza”.
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