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Tribunale - Soriano nel Cimino - La vittima gli aveva chiesto i soldi per cancellare un tatuaggio venuto male con il laser

Buca le gomme e riga l’auto della cliente insoddisfatta, condannato tatuatore

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Soriano nel Cimino – Caro è costato un tatuaggio venuto male a un tatuatore finito sotto processo per danneggiamento. 

Tutto è iniziato quando l’imputato ha fatto un tatuaggio sbagliato a una cliente, dandole poi 800 euro per farselo togliere col laser.

Ma la somma non sarebbe bastata alla donna per far cancellare dalla pelle l’errore, per  cui gliene avrebbe chiesti altri.  Al che il tatuatore, su tutte le furie, le avrebbe devastato la macchina in sosta nel parcheggio interrato comunale di Soriano nel Cimino, sotto gli occhi di 5 delle 25 telecamere della videosorveglianza collegate con la sala operativa presso la locale caserma della polizia municipale.

Era il 9 agosto 2015 quando la vittima ha fatto la scoperta, correndo a sporgere denuncia presso la locale stazione dei carabinieri, risaliti in un battibaleno al tatuatore, denunciato a piede libero per danneggiamento, grazie alle telecamere dei vigili urbani. 

“La macchina aveva tutte e quattro le gomme bucate, le fiancate erano state graffiate torno torno con una chiave, il blocchetto della serratura lato guida era stato divelto”, ha spiegato la donna al giudice Giacomo Autizi, spiegando di avere ritirato la querela dopo che l’uomo, imputato di danneggiamenti con l’aggravante del luogo pubblico, l’ha risarcita con duemila euro.

Non sarebbe stata la prima volta. La donna aveva trovato la vettura danneggiata anche il 10 giugno precedente: “Ma avevo pensato a un caso fortuito”. Ha quindi spiegato la vicenda del tatuaggio: “Forse sono stata troppo dura con lui, ho minato la sua autostima, ma ero molto arrabbiata”. 

La difesa ha puntato sul “gesto isolato di un bravo ragazzo, spinto da un momento di sbandamento, che ha risarcito tutti i danni”, ottenendo dal giudice un consistente sconto di pena rispetto alla richiesta di quattro mesi di reclusione dell’accusa.

Il tatuatore, al termine del processo, se l’è cavata con una multa di 200 euro, pena sospesa e non menzione. 

Silvana Cortignani


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4 dicembre, 2018

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