Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Hai chiesto “cervelli veri”, rischiando però di far passare per “imbecilli” quelli che ci sono. Tant’è vero che ti hanno pure denunciato perché potresti aver offeso l’onorabilità dell’intero ordine dei medici. Persino i tuoi stessi compagni della Cgil hanno preso le distanze.
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A partire da che? Da una vicenda personale. Onorabile anch’essa. E conosciamo bene i sacrifici di cui tu parli. Infatti la tua onorabilità è stata rispettata. Sia dal pronto soccorso, che tu hai giustamente acclamato, sia dalla struttura sanitaria in cui poi ti sei recato. Ed è stata rispettata, e questo un sindacalista dovrebbe saperlo, perché la sanità è una. E non è quella che ci pare a noi.
Ma tu invece, l’onorabilità dei medici l’hai rispettata? Non hai, con le tue dichiarazioni, rischiato pure di mettere all’angolo un’intera categoria di lavoratori arrivando in qualche modo a dipingerli come una specie di nemici asserragliati chissà in quale piano?
Magari dediti a non far niente, se non a sperperare le risorse nazionali? Veramente, Filippi?! Tu che sei pure un sindacalista di lungo corso. E che fai? Ti metti a spacchettare e separare tra loro i lavoratori? I medici dagli infermieri, il pronto soccorso dai piani alti, Belcolle dal resto del mondo. Ma la cultura sindacale è questa oppure è quella dell’unità dei lavoratori? Specialmente in una situazione come quella del Belcolle dove tutti, dalla dirigenza Asl a tutti i lavoratori dell’ospedale, tengono duro nonostante la carenza di personale dovuta alla crisi della sanità laziale che ha visto pure il suo commissariamento.
Quindi, se ti dovessi dire, e dire da sindacalista, le “cazzate” fatte, scusa il termine ma siamo tra sindacalisti, sono tante. E tutte lasciano a desiderare. Sei partito da una vicenda personale, un’incazzatura personale, umana e comprensibile, e hai generalizzato senza distinguere, e soprattutto senza contare fino a dieci prima di scrivere. Ci dispiace tanto per quello che hai vissuto. Ma da lì a dire che a Belcolle non ci sono “cervelli veri” ce ne passa. In mezzo, però, caro Filippi, ci sta la dignità delle persone e dei lavoratori. E tutta la fatica che ogni giorno fanno per tenere in piedi una struttura garantendo un servizio di altissima qualità ed eccellenza, come più volte è stato dimostrato e come altrettante volte tanti pazienti hanno espresso con lettere ai giornali. Hai veramente toppato. Hai proprio sbagliato. Arrivando a fare distinzioni tra i lavoratori a partire da una vicenda personale. Ed è ovvio che tutti ti hanno dato addosso. E hanno ragione.
Dovremmo batterci invece per assumere personale. Perché dobbiamo creare occupazione, e lavorare in questa direzione, e perché il problema di Belcolle non è la qualità dei servizi, ma il personale che manca. Ma questo tu sembra non l’abbia capito, concludendo addirittura la tua lettera con un appello alle altre forse sindacali che come hai ben visto non ti sono state per niente appresso. Se non il tuo. Ma è sembrata tanto una difesa d’ufficio e un voler attutire il colpo che c’è stato. Come del resto è successo alle ultime elezioni per le Rsu che avrebbero dovuto aprirti gli occhi.
Mi auguro invece che con l’ordine dei medici tutto si possa risolvere per il meglio. E se tu chiedessi scusa, ai medici e a tutti i lavoratori dell’ospedale, sarebbe già un primo passo.
Lamberto Mecorio
Segretario generale Uil Fpl Viterbo


