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Tribunale - Faleria - Quattro mesi presso l'Unione italiana ciechi per il 44enne sorpreso a coltivare undici piante su un terrazzo abbandonato

Coltiva cannabis nel borgo vecchio, sconterà la pena al servizio dei non vedenti

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Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

Faleria – (sil.co.) – Coltiva cannabis nel borgo vecchio di Faleria, sconterà la pena al servizio dei non vedenti.

E’ il 44enne di Faleria arrestato lo scorso 4 settembre dai carabinieri della locale stazione, che lo hanno sorpreso a coltivare undici piante di cannabis sul terrazzo di una casa abbandonata della “città fantasma” che domina la città nuova, sorta ai suoi piedi perché la vecchia era pericolante. 

L’uomo, processato questo lunedì per direttissima, ha rischiato grosso. L’accusa ha chiesto una condanna a due anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, poi ridotta a quattro mesi e 1200 euro di multa dal giudice Giacomo Autizi dopo avere sentito il difensore Walter Salvadori del foro di Roma. 

Il 44enne inoltre, rimesso in libertà dopo la convalida col solo obbligo di firma, nonostante abbia diversi precedenti, non sconterà la pena dietro le sbarre. Il giudice, infatti, ha accolto la richiesta dell’imputato di sostituire la reclusione con 120 giorni di lavori di pubblica utilità presso l’Unione italiana ciechi di Viterbo, che scatteranno una volta passata in giudicato la condanna. 

L’imputato, nonostante avesse occultato con un telo verde la piantagione nel tentativo di mimetizzarla agli occhi di chi avesse guardato dal basso, si è fatto scoprire dai carabinieri i quali, tre mesi fa, lo hanno arrestato, sequestrandogli undici piante di cannabis tra 1,40 e 1,80 metri di altezza, per un peso complessivo di quattro chili compresi fusti e controfusti. Nel sottotetto, inoltre, era stato realizzato una sorta di essiccatoio per le infiorescenze di marijuana.

“Non c’è prova dell’effetto drogante e neanche dello spaccio – ha detto il difensore, chiedendo l’assoluzione – il narcotest dei carabinieri ha rilevato solo il colore marrone scuro, ma non il principio attivo. Tolti fusti e controfusti sono rimatsi poche decine di grammi. Esistono in commercio piante di cannabis ‘ornamentali’ e i semi rinvenuti erano di tipo ‘industriale’, per cui vattelapesca. Inoltre non c’erano nè sostanze da taglio, né bilancini, né soldi provento di spaccio, né bustine o altro per il confenzionamento. Per quanto ne sappiamo, la cannabis era ad uso personale”.

Fatto sta che la pena è passata dai due anni chiesti dall’accusa a quattro mesi e 1200 euro di multa, diventati 120 giorni di lavori di pubblica utilità. 

 

 


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4 dicembre, 2018

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