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Tribunale - Vejano - Era imputata per abuso di mezzi di correzione e disciplina

Prof “troppo dura” con due gemelli disabili, assolta

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

Vejano – Accusata di usare metodi troppo duri e poco pedagogici nei confronti di due fratelli gemelli portatori di handicap, entrambi suoi alunni, è stata assolta una professoressa di sostegno delle scuole medie di Vejano.

Il pm Lidia Pennacchi ha chiesto, ieri in aula, quattro mesi di reclusione per l’insegnante. Il giudice Giacomo Autizi non ha invece riconosciuto l’abuso dei mezzi di correzione e disciplina e ha deciso per l’assoluzione. Nessun comportamento ingiurioso o vessatorio, ma un atteggiamento forse eccessivamente rigido e severo. 

Due gli episodi in cui i gemelli si sarebbero lamentati con i genitori per gli atteggiamenti “eccessivi” della professoressa. Il primo accaduto il 16 dicembre 2011 e il secondo il 17 febbraio 2012.

In particolare in quest’ultima occasione, come è stato ricordato in aula, sarebbe stato necessario l’intervento dei carabinieri all’interno dell’istituto scolastico.  


– Troppo dura con alunni disabili, professoressa davanti al gup


A cavallo tra il 2011 e il 2012, l’imputata era stata denunciata per maltrattamenti su minore e violenza privata, accusa quest’ultima da cui è stata prosciolta in sede di udienza preliminare, mentre i maltrattamenti su minori sono stati “alleggeriti”  dal gup nel meno pesante reato di abuso di mezzi di correzione e disciplina.

“Uno dei fratellini avrebbe visto la maestra appoggiarsi al proprio banco e, non grandendo tale atteggiamento, avrebbe chiesto alla stessa di scostarsi e assumere una posizione eretta – ha ricordato in aula l’avvocato della docente Pietro Marziali -. Al diniego dell’insegnante si sarebbe creata una situazione tale da chiedere l’intervento dei carabinieri all’interno dell’istituto”.  Episodi che per la difesa non dimostrerebbero un “abuso dei mezzi di correzione e disciplina”, ma semmai una rigorosa linea di insegnamento e una poca affettuosità nei confronti dei due gemelli, entrambe “libere scelte e non possibili reati”.

Per la difesa inoltre: “Non c’è nessun professore che possa attestare la condotta non congrua dell’insegnante e la stessa mamma dei due fratelli non è mai stata testimone di episodi o comportamenti non adatti all’insegnamento, ma ha soltanto riferito le lamentele dei figli”.

In aula è stato anche specificato che l’insegnate ha sempre tenuto le proprie lezioni in presenza di un altro docente, riservato alla restante classe. Per l’avvocato Pietro Marziali anche il dirigente scolastico non avrebbe mai rivelato un comportamento poco consono da un punto di vista disciplinare.

Diverso il punto di vista della pm Lidia Pennacchi. “L’imputata ha avuto un comportamento che ha poi creato ai due gemelli dei problemi di relazione con altri ragazzi – ha sottolineato l’accusa -. La docente ha tenuto un comportamento ingiurioso e vessatorio nei confronti dei due fratelli”.

Per il pm diverse testimonianze, tra i professori della scuola media ascoltati in aula, avrebbero confermato l’eccessiva rigidità almeno nei due episodi segnalati al giudice.

“Due sono stati i casi – ha aggiunto Lidia Pennacchi – in cui i ragazzi sono stati apostrofati con parole vessatorie. Episodi a seguito dei quali il dirigente scolstico – sempre secondo l’accusa – avrebbe deciso per il cambiamento dell’insegnante di sostegno dei due gemelli.

Il pm ha così riconosciuto “un abuso dei mezzi di correzione e disciplina” e chiesto 4 mesi di reclusione per la docente. 

Ferma la difesa che in nessun degli espisodi descritti ha rinvenuto il capo di imputazione quanto piuttosto soltanto un insegnamento rigido e non particolarmente affettuoso. “Un comportamento lecito nell’ambito della libera scelta di un proprio metodo di insegnamento, anche perchè  – ha ricordato infine Pietro Marziali – non c’è nessuno che possa testimoniare che i ragazzi siano stati toccati con un solo dito”. 

Tesi che ha visto d’accordo il giudice Giacomo Autizi che ha assolto la professoressa di sostegno perchè “il fatto non sussiste”. 

Maurizia Marcoaldi


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18 dicembre, 2018

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