Viterbo – “Gli ostacoli si aggirano, non si prendono a testate”. Trasversale: è passato un po’ di tempo da quando Mauro Mazzola era presidente della provincia e sindaco di Tarquinia e andava dicendo che con il tracciato scelto si sarebbe andato a sbattere. Tra ricorsi al Tar già partiti e al consiglio di stato minacciati, l’opera, già finanziata, rischia di rimanere incompiuta negli ultimi 17 chilometri ancora per molto. Ecco perché, a distanza di molti mesi torna a spiegare che la via, o meglio il tracciato, da seguire è un altra.
Mazzola, ma lei la Trasversale la vuole o no?
“Hanno tentato di farmi passare per quello che la Trasversale non la voleva – ricorda Mazzola – invece a Tarquinia due consigli comunali hanno detto sì, è un’opera indispensabile. Ma al tempo stesso c’è preoccupazione per un tracciato del quale vado dicendo da sempre che avrebbe fatto perdere un sacco di tempo. Infatti, finora abbiamo accumulato tre anni di ritardi. Gli ostacoli vanno aggirati e non presi a testate”.
Qualcuno non ha voluto sentire?
“Il presidente della regione Nicola Zingaretti dovrebbe ascoltare il territorio, non i colonnelli. Io, quando ero sindaco e presidente della provincia, non sono mai stato ascoltato. Zingaretti è un politico capace e che stimo, ma non si è mai fatto vivo. Il mio invito è ancora valido. Mi chiami e vado a Roma a spiegargli cosa occorre fare per sbrigarsi a realizzare la Trasversale. Forse in questo modo potrebbe essere lui a far partire il cantiere dell’ultimo tratto. Altrimenti non ce la farà mai”.
Dovrebbe cambiare tracciato?
“C’è quello viola, con tanto di progettazione già realizzata, passa vicino all’attuale Aurelia bis, decisamente meno impattante. Quello scelto, invece, ha avuto ben 66 osservazioni, che hanno determinato il no dal ministero. L’impatto dell’infrastruttura su quella porzione di territorio è ritenuta non mitigabile”.
E i costi? Sono più alti rispetto a quello verde.
“Si tratta di 760 milioni partendo da Cinelli. Ma quella parte è realizzata e quindi l’importo va ridotto. La proposta è realizzare l’opera in tre stralci funzionali. Subito da Monte Romano alla cantoniera. Verso l’autostrada, Sat ha già realizzato l’uscita. Lì ci si allaccia fino alle cave, con l’uscita a Tarquinia. Si sistemano le cave seguendo le indicazioni del ministero all’Ambiente e del Cipe. Col ribasso d’asta si procede al terzo stralcio. Quindi, costa meno”.
È una sua idea?
“Non solo mia, ho sentito tecnici qualificati per capire il da farsi e migliorare la situazione. Col tracciato verde, ci sono imprenditori del posto che hanno ottenuto mutui per vigneti, pescheti e noi buttiamo via tutto? Il progetto del tracciato verde è stato bocciato dal ministero all’Ambiente. Il comune di Tarquinia, con relazioni tecniche, ha detto che è sbagliato, il consorzio di bonifica, gli ambientalisti, la stessa Sat si sono dichiarati contrari. C’è una massa critica che a quel tracciato dice no”.
Quindi?
“Non capisco chi ha interesse a forzare su un percorso che potevamo invece avere già realizzato. Non dimentichiamoci che anche per questo c’è già un progetto esecutivo sempre predisposto dall’Anas. Invece siamo fermi. Chi è responsabile dovrebbe dimettersi. Io ho provato in tutti i modi anche in provincia a dirlo. Come risultato, ho ottenuto che una seduta di consiglio per approvare il bilancio, all’epoca è andata deserta. Potenza della politica”.
Giuseppe Ferlicca
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