Viterbo – Hanno resistito solo un mese. I boss Francesco Colletti e Filippo Bisconti, finiti in carcere il 4 dicembre perché ritenuti tra i componenti della ricostruita Cupola di Cosa Nostra, si sono pentiti e hanno iniziato a collaborare con la procura di Palermo.
“Hanno confermato – rivelano gli inquirenti – la rispettiva posizione di capi dei mandamenti di Villabate e di Belmonte Mezzagno. Hanno inoltre confermato la riorganizzazione della commissione provinciale di Cosa Nostra, specificando le dinamiche interne, e hanno fornito importanti elementi a sostegno delle accuse nei confronti di Greco, Lo Piccolo e Sirchia”.
Leandro Greco, detto “Michele”, perché nipote del “Papa”, Michele Greco. Calogero Lo Piccolo, figlio di Salvatore. Giovanni Sirchia, ritenuto un “affiliato di spicco della famiglia maliosa di Passo di Rigano”.
I tre sono stati fermati, insieme ad altre quattro persone, all’alba di questa mattina, quando i carabinieri del Roni e i poliziotti della squadra mobile hanno dato esecuzione ai decreti del pm del Direzione distrettuale antimafia della procura di Palermo.
Il 4 dicembre le indagini non si sono fermate e, spiegano gli inquirenti, “hanno consentito di individuare altre due figure di vertice dell’organizzazione mafiosa. Due figure che hanno partecipato, in qualità di capi-mandamento, alla riunione della commissione: Leandro Greco, capo del mandamento di Ciaculli, e Calogero Lo Piccolo, capo del mandamento di San Lorenzo—Tommaso Natale”.
Tra i fermati di questa mattina c’è anche Giovanni Sirichia. “Affiliato di spicco della famiglia maliosa di Passo di Rigano – affermano gli inquirenti -, ha partecipato all’organizzazione della riunione della commissione provinciale, occupandosi della consegna dei messaggi di convocazione e accompagnando alcuni affiliati nel luogo prescelto per la riunione”.
Infine sono stati fermati Giuseppe Serio, Erasmo Lo Bello, Pietro Lo Sicco e Carmelo Cacocciola. “Nei loro confronti – evidenziano gli inquirenti – sono stati contestati i reati di associazione mafiosa e di estorsione aggravate dal metodo mafioso, poste in essere nel territorio del mandamento mafioso di San Lorenzo—Tommaso Natale”.
Il 4 dicembre, nell’ambito dell’operazione che ha documentato la ricostruzione della Cupola di Cosa Nostra, i carabinieri del nucleo investigativo di Palermo e di Viterbo hanno fermato anche Nicolò Orlando. 52enne palermitano, da anni era residente a Blera.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.




