Viterbo – Pronti all’appello i due commercianti condannati a dieci anni e otto mesi per spaccio.
“Una condanna spropositata”, tornano a dire gli avvocati Giovanni Labate e Marco Valerio Mazzatosta, difensori di Camillo Lamanda e Maurizio Casarelli, i due imprenditori trentenni del capoluogo condannati alla pena record di dieci anni e otto mesi di reclusione e 100mila euro di multa ciascuno dal gip Roberto colonnello, che li ha giudicati con l’abbreviato lo scorso 11 gennaio.
“Addirittura superiore alla richiesta del pubblico ministero”, sottolineano, sicuri che la pena sarà riformata al ribasso in secondo grado.
Il pm Franco Pacifici aveva chiesto 12 anni, ridotti a otto e nove anni con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato.
Il giudice Colonnello ha elevato la pena base a 16 anni, riducendola a dieci anni e otto mesi per via del rito. Il magistrato si è quindi preso quindici giorni di tempo per le motivazioni della sentenza, che dovrebbero quindi essere depositate la prossima settimana, dopo di che i difensori avranno tempo trenta giorni per presentare ricorso alla corte d’appello di Roma.
Fissata l’udienza, i legali discuteranno quindi davanti ai giudici di secondo grado per ottenere una riforma della sentenza più favorevole agli imputati.
I due trentenni viterbesi erano stati arrestati lo scorso 4 maggio, sette mesi dopo essere stati fermati e rilasciati in seguito al fermo, il 14 ottobre 2017, di un altro trentenne e al ritrovamento di sette chili di stupefacenti in un casolare vicino a Tobia, tra i quali mezzo chilo di cocaina, per un valore sul mercato superiore ai 60mila euro.
Il presunto complice, Federico Morucci, anche lui trentenne, è stato condannato lo scorso 22 giugno a sei anni di reclusione e 18mila euro di multa con l’abbreviato. Pena contro la quale hanno già presentato appello i difensori Remigio Sicilia e Domenico Gorziglia, in attesa dell’udienza di secondo grado.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY