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Viterbo - Pena troppo elevata secondo la difesa - La cassazione annulla con rinvio la sentenza di secondo grado

Sette chili di droga nel casolare, processo d’appello bis per due trentenni già condannati a otto anni

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Camillo Lamanda

Camillo Lamanda

Maurizio Casarelli

Maurizio Casarelli

Viterbo – (sil.co.) – Sette chili di droga nel casolare, processo bis per Lamanda e Casarelli. Troppi otto anni e due mesi di reclusione, secondo la difesa, cui ha dato ragione la cassazione annullando con rinvio la sentenza di secondo grado. 

In altre parole, si celebrerà un processo d’appello bis a carico dei due trentenni viterbesi Camillo Lamanda e Maurizio Casarelli, condannati il 10 dicembre dell’anno scorso a otto anni e due mesi di reclusione in appello per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Una pena già ridotta di due anni e mezzo, rispetto ai dieci anni e otto mesi del primo grado.

“Sempre spropositata, ricorreremo in cassazione”, avevano anticipato i difensori, tra i quali l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta. Mercoledì 2 dicembre il legale, assieme a Giuliano Dominici e a un altro collega del foto di Roma, ha discusso il ricorso che è stato accolto dalla suprema corte. 

“Tra i motivi aggiunti – spiega Mazzatosta – c’è la non corretta valutazione nella rideterminazione della pena in seguito alla sentenza 40 del 2019 della corte costituzionale. La corte d’appello, inoltre, non ha espresso in sede di motivazione quali siano stati i conteggi per calcolare la pena”.  

Gli imputati erano stati condannati a 10 anni e 8 mesi per spaccio dal gip Roberto Colonnello, che li ha giudicati con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato l’11 gennaio 2019.

Casarelli e Lamanda sono stati arrestati il 4 maggio 2018, sette mesi dopo essere stati fermati e rilasciati in seguito al fermo, il 14 ottobre 2017, di un altro giovane viterbese e al ritrovamento di sette chili di stupefacenti in un casolare vicino a Tobia, tra i quali mezzo chilo di cocaina, per un valore sul mercato superiore ai 60mila euro.

Il presunto complice, Federico Morucci, anche lui trentenne, è stato condannato il 22 giugno 2018 in primo grado a sei anni di reclusione. Pena ridotta a 4 anni e 8 mesi in appello, il 27 maggio 2019.


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4 dicembre, 2020

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