Viterbo – Accende un falò e cucina un piccione in piazzale Gramsci, arrestato. Non è dato sapere se si trattasse di uno dei tanti piccioni torraioli che nidificano sui tetti di Viterbo.
Protagonista dell’inedito episodio un giovane africano che verso le 11 di mercoledì, il 20 febbraio, ha acceso un falò a piazzale Gramsci, in uno spiazzo sotto un condominio, mettendosi a cuocere la selvaggina all’aperto, a due passi dalle mura.
I residenti del palazzo, richiamati dal fuoco e dall’odore di carne cotta, avrebbero cercato di scoraggiare l’extracomunitario dal continuare a prepararsi il pranzo in mezzo alla strada. Ma l’uomo li avrebbe minacciati con un grosso coltello che avva in mano, presumibilmente per aiutarsi nella cottura.
Ai condomini, preoccupati per quel falò accesso sotto casa e per le minacce ricevute, non è rimasto che chiedere l’intervento dei carabinieri i quali, una volta giunti sul posto, sono stati a loro volta minacciati dall’uomo armato di coltello, che non contento li ha poi aggrediti quando hanno tentato di procedere al controllo.
Ala fine lo straniero è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e dopo una notte in camera di sicurezza ieri mattina è comparso in tribunale, dove il giudice, convalidando l’arresto, ha rimesso il giovane in libertà, ma col divieto di dimora nel Comune di Viterbo.
Il processo per direttissima è stato invece rinviato al prossimo 5 aprile, dopo la richiesta dei termini a difesa da parte dell’avvocato d’ufficio Luigi Mancini.
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